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SCENARIO/ 1. Milano, Albertini e quattro domande al Terzo polo...

giovedì 18 novembre 2010

Giri per Milano in questi giorni post primarie, e tutti i palazzi della politica ti parlano di Terzo polo, del quasi candidato Gabriele Albertini e della sua voglia di revanche su Letizia Moratti, e del pressing dei centristi perché si ricandidi in primavera, sfruttando il vuoto di rappresentanza apertosi tra il vendoliano Giuliano Pisapia e il sindaco uscente.

Se ne evoca lo spettro quasi fosse già in campo: per magnificarlo o al contrario per liquidarlo in modo acritico. Quel che manca è un’analisi fattuale che provi a capire se davvero un nuovo blocco di centro possa raccogliere consensi non residuali sotto il Duomo e più in generale nel nord del Paese.

Primo quesito: basta l’usura evidente di Silvio Berlusconi e l’indignazione che solleva il suo stile di vita a penetrare territori egemonizzati dal forzaleghismo? Se analizziamo le scelte di politica economica e fiscale su cui i ceti produttivi misurano il consenso alla classe politica, è difficile scorgere nel bacino del centrodestra uno spazio importante di rappresentanza alternativo, pronto a staccarsi per confluire in una formazione per ora molto sudista nella sua cifra elettorale. Più plausibile, salvo terremoti a breve che disarcionino definitivamente il premier, che a scattare sia ancora il famoso cestino leghista: chi vuol punire il Cavaliere va ad ingrossare il serbatoio del Carroccio.




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