BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Milano

DIBATTITO/ 10. Loi: la poesia, un "affare" scomodo messo a tacere col Grande fratello

Prosegue il dibattito sull'anima di Milano: FRANCO LOI, poeta dialettale milanese, ne parla a IlSussidiario.net

La Milanesiana nei Tram (Foto: Ansa)La Milanesiana nei Tram (Foto: Ansa)

«Nella nostra città la poesia fa il pieno ogni volta, ma la cultura per ogni potere è sempre stata scomoda. Stalin la metteva a tacere con i Gulag, oggi lo strumento del potere si chiama Grande fratello. Migliaia di persone escono la sera per andare a teatro, incontrare gli scrittori, andare alle mostre, ma a leggere i giornali sembra sempre che siano state tutte davanti alla tv». Il poeta Franco Loi, che per le sue poesie ha scelto il dialetto milanese, commenta così a IlSussidiario.net il giudizio del New York Times sulla cultura della nostra città. Per Loi quello che è venuto a mancare a Milano «non è la cultura, ma il popolo. Una volta andava a lavorare in fabbrica, e lavorando il ferro scopriva qualcosa sulla sua anima. Oggi questa attenzione a sé è venuta meno, e l’uomo è succube di tutto quello che lo condiziona dall’esterno».

Franco Loi, com’è lo stato di salute della poesia nella nostra città?

Qui a Milano ci sono un mucchio di iniziative per promuovere la poesia. Siamo fortunati, perché la cultura per definizione non è mai stata al servizio di qualcuno, spesso rompe le scatole al potere costituito. Nella Russia di Stalin o nella Germania di Hitler gli scrittori finivano nei gulag o nei lager, ma anche Dante è andato in esilio, Petrarca ha rischiato, Leopardi in vita sua non è mai stato considerato.

Oggi per fortuna non è più così…

Adesso non succede più perché tanto c’è la televisione, il potere è tranquillo perché ha trovato lo strumento perfetto per mettere a tacere la cultura, almeno agli occhi del popolo.

In che senso?


COMMENTI
31/01/2011 - Grazie a Dio l'ho letto! (claudia mazzola)

Accipicchia, ce ne vogliono di più di queste testimonianze che indicano un mondo bello e buono. Grazie.