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Milano

BIT/ Prove tecniche per un Expo "partecipato"

La Borsa Internazionale del Turismo animerà Milano, in una dimensione capace di coinvolgere tutta la cittadinanza. Ce ne parla MASSIMILIANO NUCCIO

Il Castello Sforzesco, sede di una delle iniziative del FuoriBit - Foto Ansa Il Castello Sforzesco, sede di una delle iniziative del FuoriBit - Foto Ansa

La borsa internazionale del turismo esce dalle mura della fiera per invadere la città. Le piazza e le vie di Milano ospiteranno eventi e installazioni ai quali sono invitati tutti i milanesi. 19 nazioni organizzatrici e 23 location coinvolte per ospitare eventi, mostre fotografiche, appuntamenti musicali, culturali ed enogastronomici che animeranno la città fino a sabato.La tendenza ad uscire dai luoghi tradizionali ed istituzionalmente destinati a determinate manifestazioni culturali e fieristiche si sta affermando sempre di più anche nella nostra città. Pensiamo al Festival Mito, al Salone del Mobile e adesso, appunto, al FuoriBIT. Ne parliamo con Massimiliano Nuccio docente di politiche culturali e sviluppo locale e ricercatore presso il centro ASK dell’Università Bocconi. «I festival sono stati precursori in questa tendenza rispetto alle fiere. Il concetto di “fringe” nasce al Festival del teatro di Edimburgo, che grazie alle centinaia di eventi proliferati “al margine” ed organizzati in modo quasi informale in tutta la città, è diventato probabilmente il festival più famoso del mondo con quasi due milioni di biglietti staccati nell’edizione 2010».

Perché le fiere e i festival escono dai loro spazi classici?

Le motivazioni sono diverse. Per le attività più business oriented si tratta di una operazione di marketing esperienziale: i prodotti si ricordano e si vendono meglio se sono legati ad un’esperienza culturale e di consumo allo stesso tempo. Questo approccio è ancora più efficace per quei prodotti ad alto valore immateriale, come il design e in generale tutti i prodotti delle industrie culturali. L’organizzazione di eventi, inaugurazioni, feste e quant’altro in parallelo alla manifestazione principale ha un tremenda capacità di incentivare la dimensione relazionale e sociale, e in ultima analisi di favorire insieme agli incontri l’attività economica. E’ interesse di tutti gli operatori che questi eventi non si cannibalizzino, ma anzi siano coordinati in modo da risultare complementari alla manifestazione principale.

Quali effetti ha, questo, sulla città?