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ELEZIONI/ 1. Don Colmegna: un voto per dare solidarietà a rom e immigrati

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Don Virginio Colmegna (Imagoeconomica)  Don Virginio Colmegna (Imagoeconomica)

Il ballottaggio per il Comune di Milano si avvicina e un'ampia fetta di milanesi non ha ancora deciso chi votare. Tra chi invece non ha dubbi c'è don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della Carità. Il leader dell'istituzione voluta dall'ex arcivescovo Carlo Maria Martini è da anni in prima linea nella difesa delle fasce più deboli, dalle persone con disagio psichico ai rom. In questi giorni il sacerdote ha firmato un documento di esplicito sostegno al candidato del centrosinistra, Giuliano Pisapia. Lo sfidante della Moratti ha ottenuto l'appoggio di molti cattolici, nonostante alcuni dubbi legati alle sue posizioni sui cosiddetti principi non negoziabili.

UNIONI CIVILI - Nel programma elettorale di Pisapia si afferma per esempio che «la comunità cittadina è caratterizzata dalla presenza di forme di legami affettivi e di vita stabili e duraturi, estranei all'istituto del matrimonio, ed è doveroso che l'amministrazione comunale promuova e tuteli i diritti costituzionali contrastando ogni forma di discriminazione, in particolare quelle riferite agli orientamenti sessuali (cioè quelle delle coppie omosessuali, ndr). Sotto questo profilo quindi il registro delle unioni civili che il comune intende istituire non è un atto simbolico, ma funzionale all'adozione di politiche e di atti non discriminatori».

FRATERNITA' INCLUSIVA - A chi gli chiede come concilia la difesa dei valori non negoziabili, tra cui c'è la famiglia naturale, con il voto a Pisapia che promuove le unioni civili, don Colmegna risponde: «Questo punto non fa parte del programma di Pisapia: caso mai è il frutto della radicalizzazione dello scontro. Ci mancherebbe altro che fossimo a favore dell'eutanasia e di altre scelte che la nostra coscienza credente confronta con l'insegnamento del magistero della Chiesa. State certi che i principi eticamente sensibili andranno difesi. Mi sento sereno conoscendo Pisapia anche umanamente, e credo di potere garantire per lui. Ma il vero principio non negoziabile che mi ha spinto a scegliere Pisapia è che a Milano è in atto una campagna discriminatoria contro soggetti che provengono da altre etnie e Paesi. E anche quello della fraternità inclusiva è un principio non negoziabile».



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COMMENTI
27/05/2011 - Dai don Virginio!!!! (Alessandro Galimberti)

Don Virginio Colmegna, con il quale ho avuto il piacere di collaborare per parecchio tempo, non ha bisogno di giustificarsi per il fatto di votare per Pisapia: anche senza entrare nel merito dei programmi, don Virginio è politicamente a sinistra e lo è sempre stato. Anzi: ultimamente si è quasi moderato. Il fatto che stesse collaborando con la Moratti pareva pure strano. Conoscendo l'ambiente, chissà quali critiche interne avrà attirato. "Ma sarà etico collaborare con Moratti/PDL? Sarà etico ricevere aiuti finanziari da Moratti/PDL?"... Quante volte ho sentito queste domande (cambiate Moratti con Formigoni o con altri di centro-destra) che testimoniano un'ideologia perfino a scapito dei poveri beneficiari delle loro splendide opere caritative. Che Dio ce la mandi buona!

 
26/05/2011 - UNA DOMANDA (Gianni MEREGHETTI)

L'intervista a don COLMEGNA mi lascia aperta una domanda, è la domanda sulle ragioni del suo esemplare impegno a favore dei poveri. A chi don Colmegna consegna i suoi poveri? Questo è il problema serio, io non li consegnerei nè alla Moratti nè a Pisapia, del resto io non consegno i miei studenti all'istituzione scuola tanto meno a chi la dirige. Forse don Colmegna dovrebbe chiedersi se tutto il suo impegno non rischi di essere tradito dalla sua scelta di campo e per la modalità con cui la fa. C'è in don Colmegna una logica vecchia, quella di trovare nei politici una comunanza ideologica. E' una logica che fa acqua da tutte le parti tant'è che si vede quanti distinguo deve fare per riuscire a risultare credibile. E' una logica difensiva! Forse sarebbe tutto più semplice se don Colmegna si chiedesse, ma dove è valorizzata la mia libertà di iniziativa? Chi non pretende di mettere le mani sui miei poveri e mi lascia non solo la libertà di vivere con loro, ma valorizza il mio tentativo? Se don Colmegna si ponesse queste semplici domande tutto diventerebbe più semplice .....

 
26/05/2011 - ...è lui o non è lui? (carlo candiani)

...ma è lo stesso Don Colmegna che in un'intervista a Repubblica ha affermato che il "caso Triboniano" si è risolto con la collaborazione delle istituzioni?

 
26/05/2011 - La carità imposta (Paolo Melacarne)

Spiace dover notare come si scambi la carità con l'"obbligo della carità". Che la "fraternità inclusiva" sia un principio non negoziabile è una gratuita affermazione di don Colmegna e non appartiene a nessun documento della Chiesa. La carità è una scelta personale e per i credenti una virtù teologale: non è una ideologia e non la si può imporre a tutta la collettività come programma politico. Nemmeno per ROM e immigrati, credo sia molto vantaggioso ricevere a prezzo calmierato (cioè pressoché nullo) case e servizi in una metropoli dove il loro valore di mercato è elevatissimo. Dove sta il vantaggio sociale di questa perenne elemosina a fondo perduto e senza ritorno? Viceversa se il programma elettorale di Pisapia prevede, nero su bianco, l'infrazione di VERI principi non negoziabili è su queste scelte che va giudicato. Quando è stato detto "va', vendi e dà il ricavato ai poveri" non si trattava di un programma elettorale. La frase era preceduta da "se vuoi essere perfetto". Pretendere da tutti la perfezione come scelta politica è un assurdo, è totalitarismo. E' il modo più sicuro per provocare future reazioni razziste e i cosiddetti scontri di civiltà.

 
26/05/2011 - LA DERIVA DI DON COLMEGNA ROVINA LE COSCIENZE (FRANCESCO BUGINI)

La presa di posizione di don Colmegna è quanto mai grave. Sceglendo di stare dalla parte di Pisapia non fa altro che legittimare pienamente il retroterra ideologico che sostiene il candidato sindaco. Sappiamo quale sia questa base ideologica:autoaffermazione totale dell'individuo a scapito del bene comune, eutanasia, aborto, equiparazione delle unioni di fatto e omosessuali a quelle legali e ci fermiamo qui. Il fatto è che questa presa di posizione va ad influenzare pesantemente le scelte e le coscienze di chi, vuoi per pigrizia o per superficialità non conosce i programmi politici di un candidato. L'attività caritativa svolta da don Colmengna unita al fatto che è un sacerdote della Chiesa cattolica gli conferiscono una autorevolezza indiscutibile. Tuttavia il fatto che si sia schierato dalla parte di Pisapia dimostra che don Colmegna non vede l'umanità nel suo complesso. Mi chiedo a che cosa serve beneficare cinquemila poveri quando poi si da l'approvazione morale a una idologia, quella abortista, che solo in Europa provoca quasi 2 milioni di omicidi all'anno. A cosa serve dare alloggio ai senzatetto se poi si lascia campo libero a chi ha il programma di distruggere la famiglia tradizionale a livello globale. Se avesse avuto un poco più di umiltà in quello che svolge don Colmegna non avrebbe fatto una scelta così nefasta per sè e per quelli che seguendo il suo esempio decideranno di votare per chi si propone di fondare una società basata sul laicismo e sulla morte.

 
26/05/2011 - Un Sindaco che lasci liberi... (Giuseppe Crippa)

Questa interessante intervista mostra come anche una persona seria come don Colmegna non abbia saputo valutare con distacco le proposte di governo dei due candidati sindaco a Milano e si sia invece lasciata influenzare da esternazioni quanto meno discutibili di personaggi come Lassini, Santanchè, Bossi e Berlusconi, per non dire anche della ben nota gaffe di Letizia Moratti, purtroppo non successivamente corretta come forse lei stessa avrebbe voluto e non le è stato concesso di fare. Nel caso, a mio avviso non ipotetico, che la Moratti recuperi il favore dei milanesi, sono convinto la collaborazione tra la Casa delle Carità ed il Comune possa riprendere vigore, mentre non sono così sicuro che un Pisapia vincente concederà poi a don Colmegna la possibilità di difendere deboli come i malati psichici o persone problematiche come i rom con l’autonomia e la libertà d’azione che servono a supportare la sua creatività nel rispondere ai loro bisogni. Se don Colmegna non si atterrà alle direttive del Comune…

 
26/05/2011 - L'INTOLLERANTE (dall'aria rassicurante) PISAPIA (celestino ferraro)

In un mondo governato dalla ragione, quale sarebbe il posto di Don Colmegna? (Non sarebbe il primo pretone zelante a succhiare alla tetta..... lombarda). Meglio Pisapia, garante della proniscuità sociale e del caos oltre la libertà soggettiva, che la Moratti, riservata Pulcella dell'ordine e della legge garantita dalla Costituzione. E' a questa gente in clergyman che i "centri sociali" affidano la loro prosperità e le loro angherie. Uno Stato debole è il padre dell'anarchia, e l'anarchia è l'anticamera della tirannia. W Letizia Moratti!