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EIRE/ 5. Social housing, quel progetto che libera i giovani "bamboccioni"

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Oggi si conclude Eire - Expo Italia Real Estate, la grande Fiera del Real Estate italiano. Tre giorni dedicati all’universo del mercato immobiliare del nostro Paese di cui, contestualmente all’evento, si sono tenuti gli Stati Generali. Vi ha preso parte la galassia dei protagonisti del settore - costruttori, gestori di alberghi, banche finanziatrici, agenti di vendita ecc… - con convegni, esposizioni, dibattiti e momenti di apprendimento. Tra i grandi protagonisti di quest’anno, il social housing. Abbiamo approfondito il tema con Angela Airoldi, relatrice del convegno “Nel mezzo del cammin …”: il social housing, a che punto siamo?”, in cui sono stati presentati, tra le altre cose, gli obiettivi del monitoraggio permanente del settore.

 

Perché Eire ha ritenuto opportuno avviare una riflessione sul social housing?


GeFi (Gestione Fiere, ente promotore dell’evento ndr.)  attraverso Eire, ha visto nel social housing una possibile soluzione all’accentuarsi dell’emergenza abitativa causata dalla crisi in corso. Un’emergenza che interessa una fascia di domanda diversa da quella a cui si stanno rivolgendo i grossi progetti di riqualificazione urbana.

 

Di chi si tratta?

 

Si tratta di quella fascia di popolazione, (la cosiddetta “fascia grigia”, quel ceto medio che non è più tanto medio) che non rientra nel fabbisogno abitativo e non ha diritto alla case popolari, ma non ha un reddito tale da poter accedere - né per l’affitto, né per l’acquisto – al mercato diretto.  

 

Qualche esempio?

 

Rientrano in tali fasce gli appartenenti alla “rent generation”(sette milioni di giovani, tra i 18 e i 34 anni, che vivono nella famiglia di origine); quel 68 per cento di giovani che ha più di 25 anni e vive in famiglia; gli studenti; i lavoratori temporanei. Ad esempio quei docenti scolastici che, per un anno, insegnano in una sede a 70 chilometri di distanza dalla propria residenza; le giovani coppie con un reddito incerto, o con contratti a tempo determinato che non hanno i genitori che possano aiutarle. Categorie accumunate dal non riuscire ad acquistare una casa perché costa troppo, ad accedere ad un mutuo, o ad affrontare le spese per un’abitazione in affitto. E da un reddito che si aggira attorno ai mille euro al mese.



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