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LA STORIA/ Dal lavoro una possibilità di rinascita per i ragazzi più "deboli"

mercoledì 13 luglio 2011

LA STORIA/ Dal lavoro una possibilità di rinascita per i ragazzi più deboli I giovani, il mondo del lavoro e la Cooperativa La Strada (Fotolia)

«Alla fine del mese scorso abbiamo tenuto un incontro con numerose realtà aziendali per  raccontare il nostro lavoro e per far capire quanto sia necessario avere persone che sappiano aiutare i ragazzi più deboli a inserirsi nel mercato del lavoro. È stato un punto di arrivo, ma anche di partenza per il percorso che la nostra cooperativa continua a fare da oltre dieci anni». Paolo Larghi, direttore dei servizi educativi della Cooperativa La Strada, inizia così il suo racconto a IlSussidiario.net «Spesso sono proprio le imprese più piccole a garantire un contatto più ravvicinato, una dimensione più a misura d’uomo, che permetta al ragazzo di individuare delle figure adulte che lo seguano e che trasmettano, oltre alle conoscenze più tecniche, anche dei valori concreti e quotidiani, come quello di arrivare puntuali, di rispettare il proprio datore di lavoro e di gestire i rapporti in un certo modo».

Con che tipo di realtà vi confrontate?


Abbiamo a che fare principalmente con ragazzi che hanno difficoltà nel percorso di studi. Sono giovani che magari, vicini alla maggiore età, non hanno ancora raggiunto la terza media. Noi cerchiamo di aiutarli con un percorso in aula per prepararsi all’esame e un’esperienza lavorativa “di bottega”.
Ci sono poi anche ragazzi con varie difficoltà di carattere familiare e personale che non riescono a sostenere un adeguato percorso di scuola superiore e che hanno bisogno di essere accompagnati e orientati verso l’inserimento lavorativo.

In che modo i giovani si mettono in contatto con voi?

Le modalità sono veramente tante. Spesso vengono segnalati dalle scuole o da altri enti come parrocchie, associazioni o altre cooperative che ci conoscono sul territorio, altre volte dal Comune di Milano o spontaneamente, per il racconto di un amico o di un parente che grazie a noi magari ha trovato lavoro.

Qual è la vostra prima preoccupazione quando arriva un ragazzo "nuovo"?




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