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COPPIE DI FATTO/ Ecco perchè il registro di Pisapia fa acqua da tutte le parti

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L’indicazione data dal Sindaco di Milano Giuliano Pisapia sulla istituzione presso il Comune di Milano  di un registro delle coppie di fatto, iniziativa già annunciata in campagna elettorale e facente parte del suo programma di governo, appare quantomeno densa di interrogativi e sicuramente giuridicamente discutibile.
In primo luogo, bisogna rilevare che l’iniziativa di istituire un “registro” delle coppie di fatto è stata già presa da altri comuni italiani, che, così facendo, hanno cercato di dare una veste giuridica, quantomeno locale, alla realtà delle convivenze tra persone non unite con il matrimonio. Trattasi però di esigenze afferenti ad una parte parziale della popolazione : infatti le coppie di fatto in Italia sarebbero nel numero – non censite ma da calcoli approssimativi ISTAT – di 500.000 unità su base nazionale, di cui però solo una parte residua vorrebbe essere in qualche modo “regolarizzata” con una annotazione civile : infatti, in questo numero, sono comprese anche le nuove coppie in attesa del divorzio per poter ricelebrare il matrimonio o quelle che non hanno intenzione di legarsi per altre ragioni come quelle patrimoniali.
In secondo luogo il “registro” delle coppie di fatto ha permesso alle realtà locali ed in assenza di una legge quadro nazionale, di aprire il varco al riconoscimento parziale di queste unioni tra persone dello stesso sesso,  garantendone in qualche modo il riconoscimento attraverso questa specie di “iscrizione” che è un “registro” anagrafico.
Ora, vi sono innanzitutto delle ragioni giuridiche per esprimere delle perplessità in merito a questi “registri”. I “registri” non hanno alcun valore giuridico e, pur potendo essere ammessi e, quindi,  regolamentati dagli statuti dei comuni, non possono, in sé, attribuire alcun diritto che non sia prima già regolamentato dalla legge.
Per questo, i “registri” non possono derogare o mutare le normative sul matrimonio, sulla famiglia, sui diritti anagrafici e sul diritto ereditario già presenti in Italia attraverso il codice civile e le leggi ad esse collegate.



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