Milano
venerdì 3 febbraio 2012
Sottoscritto ieri il Patto per la casa, il progetto di housing sociale destinato ad avere un notevole impatto sulle politiche abitative. A firmarlo il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, l'assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti e i circa cinquanta soggetti pubblici, privati e del sociale che si occupano di abitazione. In sostanza, un sostegno del valore di 400 milioni di euro per il pagamento degli affitti, nuove forme di agevolazione dei mutui prima casa, nuovi mezzi finanziari come il Fondo immobiliare, costruzione di nuovi alloggi di edilizia popolare e riqualificazione di un numero notevole di altri alloggi, circa 4mila. In un momento di grave crisi economica su tutti i fronti, un segnale forte di risposta concreta a quello che è certamente uno dei temi più importanti, la casa. Lo ha sottolineato anche Formigoni, spiegando che questo Patto vuole suggerire una maggior responsabilizzazione dei soggetti e rendere possibile una moltiplicazione delle risorse grazie al lancio di strumenti particolari. Per Loris Zaffra, presidente di Aler Milano contattato da IlSussidiario.net "in un clima in cui le attenzioni generali sono rivolte ad altri aspetti della vita sociale, la Regione Lombardia riconosce invece una sensibilità verso il problema della casa e soprattutto della casa sociale che ne sottolinea il carattere di una delle emergenze principali che la crisi ha portato ad emergere". Per Zaffra però è altresì importante "una riflessione sulla nuova politica fiscale del governo che produca una attenzione diversa per chi è chiamato ad amministrare le case e l'edilizia residenziale pubblica, oggi sottoposta a un prelievo fiscale esagerato".Zaffra, soddisfazione per il Patto sottoscritto ieri? Voi siete uno dei soggetti principali che lo costituisce.Certamente, da parte nostra un giudizio positivo. Siamo tra i sottoscrittori del patto, abbiamo partecipato a tutta la fase di discussione che ha portato alla sottoscrizione e quindi possiamo a ragione dare un giudizio positivo. Questo giudizio si esprime nel riconoscimento del ruolo della Regione Lombardia nel dare rilievo a un problema importante in un clima in cui le attenzioni generali sono rivolte ad altri aspetti della vita sociale.Il problema della casa, che viene trascurato.Sì, saper dimostrare sensibilità verso il problema della casa, ma soprattutto della casa sociale facendola apparire come una delle emergenze principali che la crisi ha portato a manifestarsi, è stato quanto ha fatto la Regione in modo egregio.Una problematica, quella della casa, che è più viva che mai.Purtroppo. La Regione dimostra consapevolezza che il problema della casa non era un problema risolto come fino a poco tempo, diciamo fino a prima del manifestarsi della crisi, si diceva o si pensava. Questo fatto lo dimostrano anche una serie di iniziative del governo precedente e anche di questo sul regime fiscale, iniziative che penalizzano non solo il sistema dell'abitazione, ma in particolare quello dell'edilizia sociale.In che modo?L'esempio principale di questa penalizzazione è quello del ritorno dell'applicazione dell'Imu sulle case popolari. Dunque il fatto che la Regione metta al centro, pur nelle condizioni difficili in cui oggi ogni amministrazione pubblica è chiamata a lavorare, questo tema ci sembra una premessa fondamentalmente positiva.Cosa altro ha fatto emergere la sottoscrizione del Patto?La presenza di un così grande numero di realtà private e pubbliche che lo hanno sottoscritto. Di questo va dato atto all'impegno da parte dell'assessore alla Casa Zambetti, che ha saputo mettere intorno a un tavolo tutte le parti sociali che a vario titolo possono svolgere una funzione per affrontare questa emergenza.E adesso cosa vi aspettate?La firma non è che solo l'inizio di un lavoro che deve continuare. Dentro i dieci punti in cui si articolo il Patto della casa ci sono quelle che io chiamerei suggestioni, ma che devono essere poi diventare terreno di lavoro concreto.Ad esempio? Si parla di costruzione di 6mila nuovi alloggi di edilizia popolare.
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