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EVASIONE FISCALE/ Il commercialista: così "fame" e "show" possono rovinare i controlli a Milano

mercoledì 8 febbraio 2012

«Il dato è verosimile ed è riscontrabile tutte quelle volte che, quando andiamo a comprare qualcosa, accade che non ci venga dato lo scontrino fiscale o la ricevuta. Si tratta di un malcostume che va combattuto anche grazie allo stesso cittadino, che deve sempre chiedere lo scontrino fiscale all’esercente. Anche a Milano, per il futuro, è necessario intensificare i controlli, senza però spettacolarizzarli». Paolo Costanzo, commercialista titolare dell’omonimo studio, commenta in questa intervista per IlSussidiario.net i dati emersi dal bilancio operativo del 2011 del Comando regionale Lombardia della Guardia di Finanza, presentato a Milano: lo scorso anno, in Lombardia, un’attività commerciale o un’azienda su cinque ha commesso irregolarità nell’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale. In particolare, sono stati scoperti 546 evasori totali, che occultavano 8 miliardi e 800 milioni di operazioni imponibili.

 

Stava dicendo che in questi controlli bisogna evitare la spettacolarizzazione…

 

Sì, da qualche settimana a questa parte possiamo notare un clima da caccia alle streghe che assolutamente non giova all’equilibrio che un accertatore deve mantenere. Voglio poi sottolineare che c’è tutta una responsabilità dietro alla mancata emissione dello scontrino anche del cliente stesso, quindi è necessario che anche i milanesi, come gli italiani in generale, chiedano sempre più lo scontrino fiscale o la ricevuta. I controlli non dovrebbero essere un evento da prima pagina, ma dovrebbero avvenire con una certa regolarità ed essere considerati normali e all’ordine del giorno. Inoltre, anche lo stesso accertatore dovrebbe cominciare, nel momento delle verifiche presso gli esercenti, a considerare i commercianti delle persone oneste e non evasori pronti a tutto pur di non pagare le tasse.

 

Come avvengono i controlli a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane anche a Milano?

 

Per quanto riguarda locali e negozi, i controlli possono avvenire o attraverso la presenza degli accertatori nei vari esercizi della città in maniera anonima, oppure, in base alla circostanza, attraverso la verifica dell’emissione degli scontrini, delle ricevute fiscali, e attraverso una verifica dei registri contabili. Se invece parliamo di aziende, i controlli avvengono in modo diverso, attraverso tecniche di verifica che variano da settore a settore.

 

Quali sono le maggiori irregolarità riscontrate e quali invece quelle commesse senza una reale volontà, ma per errore? 




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