Milano
giovedì 9 febbraio 2012
Con la Giunta Pisapia muore formalmente la sussidiarietà? Un tempo è stata la parola nuova che accompagnava l’intelligenza della Pubblica Amministrazione. Nel bisogno, dato che interveniva direttamente con soggetti la società civile, lo Stato o le Istituzioni, rinunciavano a costose iniziative dello stato, mentre valorizzavano quanto veniva fatto dalla società civile, con Associazioni e la grande cooperazione sociale. E’ pur vero che il proliferare di Associazioni ha messo in crisi il Terzo Settore. Spesso la libera iniziativa personale è intervenuta nell’ambito sociale con progetti nuovi, pretendendo poi il “sostegno” del pubblico. Sono nati i “progettifici” per tutti, …soggetti diversi per sostenere un’opera chiedono un progetto innovativo, sempre nuovi progetti.
Così a seguire sono sorte nuove professioni, quella dell’estensore di progetti sociali, culturali, sanitari, che sa usare le parole giuste e di moda per entrare nella quota vincente – i progetti vengono infatti votati per ogni virgola o capitolo, obiettivi, analisi di contesto, strutture, personale, risultati attesi , ecc…– ed esperti di rendicontazione, commercialisti dedicati a leggere le voci di costo e a inserirle in modo documentabile nel progetto. Ma i limiti del progettificio è che si deve trattare di una iniziativa nuova, di un intervento che si inserisce nell’attualità con creatività. Si progetta la cosa nuova e poi finito il periodo attuativo, chi l’ha proposto che fa? O continua …senza sostegno…o cerca altri sostegni- che non trova trattandosi di progetto concluso- mentre più spesso apre un altro, nuovo progetto, con tante parole nuove, per continuare a fare la vecchia iniziativa.
Si tratta di una cosa abbastanza nuovo da riprendere certi contenuti del vecchio e farlo vivere. Il tutto nel silenzio di tutti. Il non profit accetta questo stato di cose per provare a vivere. I bandi si aprono e si chiudono da parte di Fondazioni e Pubblica Amministrazione con quel “carattere di innovatività” che ho sopra descritto. Un’opera piccola o media ( con 5 - 10 operatori) che non vanta sostegni economici da parte di “poteri economici o mediatici” forti, passa da progetto a progetto, con la speranza di resistere al tempo.
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