BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PGT/ Confcooperative: da rivedere la riduzione generalizzata degli indici abitativi

giovedì 9 febbraio 2012

“Occorre rivedere la riduzione generalizzata degli indici di edificabilità introdotta dalla giunta Pisapia con le modifiche al Pgt. Se Milano intende essere una città, deve accettare di raggiungere una certa densità abitativa. Nello stesso tempo è necessario costruire con una certa qualità, prestando molta attenzione alla dimensione pubblica urbana”. Ad affermarlo è Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Lombardia, intervistato da Ilsussidiario.net sulle modifiche al Pgt deliberate dalla giunta Pisapia e attualmente in discussione nella commissione Urbanistica del Comune.

 

Maggioni, le modifiche al Pgt avranno ricadute sul mercato immobiliare a Milano?

 

No. I problemi del mercato immobiliare oggi sono strutturali, e dal nostro osservatorio il vero problema non è l’offerta bensì la domanda. La gente non ha i soldi per comprarsi le case, spesso sono senza lavoro, e anche molti dei soci di Confcooperative rinunciano dopo essere rimasti disoccupati. In un’ottica liberale, si potrebbe pensare che riducendo l’offerta, si amplifica l’elemento di mercato rispetto alla vendita. Ma in realtà il Pgt introduce dei correttivi, come le quote da destinare al social housing che meritano di essere guardate con attenzione.

 

Giuliano Pisapia però ha previsto la riduzione della potenzialità edificatoria di circa il 60% …

 

Premetto che le mie valutazioni si basano sulle anticipazioni della stampa. Quello che oggi è chiaro però è che esiste una significativa quota di alloggi che non si riescono a vendere o affittare perché c’è una discrepanza tra i prezzi e le disponibilità di reddito delle persone. Ovviamente, è molto più difficile capire quali saranno le reali conseguenze del Pgt nel lungo periodo. La riduzione principale è quella dell’indice di perequazione diretta, che passa dallo 0,5 allo 0,35: secondo Confcooperative non è questo il vero problema. Probabilmente una riduzione generalizzata di quell’indice, in periferia come in centro, andrebbe rivista. Noi non abbiamo paura della densità abitativa, se quest’ultima si riesce a realizzare con delle procedure che siano celeri, strutturate in maniera corretta e che garantiscano qualità urbana di buon livello. E’ su quest’ultimo aspetto che riteniamo si debba aprire un dibattito.

 

Quando lei afferma “non abbiamo paura della densità”, che cosa intende dire?




  PAG. SUCC. >