Milano
martedì 29 maggio 2012
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In una recente intervista a IlSussidiario.net, Sergio Harari, direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano ed editorialista del Corriere della Sera per i temi di salute e sanità, svolge un’interessante analisi del sistema sanitario lombardo. Le sue considerazioni sui significativi progressi in termini di efficienza e qualità del servizio contribuiscono a descrivere il modello della sanità lombarda come un sistema di eccellenza riconosciuto e apprezzato anche a livello internazionale. Harari prospetta acutamente anche la necessità di un ripensamento delle linee guida del sistema stesso a fronte di una costante riduzione di risorse. La soluzione più appropriata è certamente quella di incentivare il coordinamento del settore ospedaliero e della ricerca biomedica, promuovendo un’organizzazione a rete per razionalizzare la spesa, massimizzare le prestazioni e valorizzare i risultati scientifici.
La Regione Lombardia si è già mossa in questa direzione con l’istituzione, nel novembre 2011, della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, chiamata ad operare in un campo oggi sempre più strategico e decisivo. La ricerca biomedica, infatti, ha raggiunto dimensioni impensabili soltanto qualche anno fa, offrendo un importante contributo al miglioramento delle cure sanitarie, soprattutto oncologiche e neurologiche, e delle aspettative di vita. Oggi la sfida è essenziale per la crescita della Lombardia e dell’Italia tutta.
La ricerca biomedica ha, per sua natura, una vocazione e un perimetro di azione internazionali, ancora più evidenti oggi in un contesto globale dove le informazioni e le nuove scoperte vengono condivise in tempo reale da una parte all’altra del pianeta. In questo contesto soffriamo però di un’eccessiva frammentazione degli attori che entrano in gioco.
In Lombardia è presente un sistema di eccellenze che comprende, oltre all’attività delle strutture ospedaliere, delle università e dei centri di ricerca, anche dinamiche realtà dell’industria farmaceutica, biotecnologica e biomedicale. Una piena valorizzazione di tale patrimonio ha bisogno di ricevere nuova spinta per competere con le aree più avanzate del mondo, attraverso il coordinamento e una maggiore integrazione dei diversi attori, così da moltiplicarne il valore.
La Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica intende contribuire con una risposta vincente a questa sfida. La sua mission è quella di strutturare il rapporto tra centri di ricerca, centri di cura e imprese, di favorire il trasferimento tecnologico e di incentivare gli investimenti nel settore in chiave di una rinnovata competitività interna e internazionale.
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