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sabato 2 giugno 2012
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Il titolo del VII Incontro Mondiale delle Famiglie suona così “La famiglia: il lavoro e la festa”. I due punti dopo la parola famiglia ci indicano che non si tratta di approfondire tre ambiti separati di vita, quanto piuttosto di capire come lavoro e festa facciano parte intrinseca della vita della famiglia. Come viene detto infatti nella catechesi preparatoria, il lavoro e la festa sono modi con cui la famiglia abita lo “spazio” sociale e vive il “tempo” umano.
La semantica del lavoro si radica quindi nel famigliare e a partire da questo possiamo evidenziare alcuni aspetti relativi al tema dell’educazione al senso profondo del lavoro.
Un noto importante studioso della famiglia, Urie Bronfenbrenner, dice in proposito che “la famiglia rende umani gli esseri umani”. La famiglia umanizza ciò che da lei nasce e che in lei trova ospitalità e lo fa attraverso legami affidabili, cioè legami che esprimono le qualità affettive di fiducia e apertura verso l’altro e le qualità etiche di giustizia e lealtà. Queste qualità di base sono la risorsa simbolica della famiglia, che, se coltivate fanno crescere e, se tradite, generano abbandono e violenza.
Per divenire pienamente umani occorre perciò un luogo specifico e questo luogo è la famiglia. La famiglia si pone quindi come il contesto dei primi e insostituibili apprendimenti di umanità che funzioneranno da matrice per tutte le altre relazioni sociali.
James Heckmann, premio Nobel per l’economia nel 2000, sostiene e documenta empiricamente come la famiglia sia insostituibile per la formazione di quelle abilità socio-emotive e cognitive che sono decisive nella costruzione di personalità in grado di generare capitale umano, risorsa principe della società.
Da parte sua, la dottrina sociale della Chiesa frequentemente associa la parola scuola alla famiglia. La famiglia è “scuola di umanità più completa e ricca” si legge nella Gaudium et Spes (n. 52) e “famiglia prima scuola di quelle virtù sociali che sono l’anima della vita dello sviluppo della società stessa” si legge nella Familiaris Consortio (n. 42).
Il binomio famiglia e scuola compare peraltro anche a proposito del lavoro. La cosa è particolarmente interessante visto il tema dell’Incontro Mondiale. Al proposito assai significativa è questa affermazione presente nella Laborem Exercens (n. 10): “la famiglia è al tempo stesso una comunità resa possibile dal lavoro e la prima interna scuola di lavoro per ogni uomo”.
In che senso la famiglia è una scuola di lavoro?
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