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NOI PER L'ITALIA/ Blond: un nuovo patto tra Stato e società civile

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Phillip Blond (InfoPhoto)  Phillip Blond (InfoPhoto)

Cari amici del nuovo think tank “Noi per l’Italia”: saluto tutti voi e tutti gli ospiti al teatro Manzoni. É un grande onore che mi abbiate chiesto un contributo video. Credo che ciò su cui il vostro progetto si fonda e gli obiettivi che si prefigge di raggiungere, siano davvero di vitale importanza.

Viviamo in un mondo in cui l’ortodossia dominante si è frantumata, dove lo stato, per come è comunemente inteso, non può più operare nel modo finora abituale e in cui il settore privato, come tradizionalmente concepito, non può più proseguire sulla stessa strada. Noi, forse per la prima volta dopo la seconda Guerra Mondiale, abbiamo la necessità di un nuovo e autentico patto. Io credo, sulla base delle tante cose imparate dall'Italia e dai miei amici italiani, che questa nuova opzione, questo nuovo patto, si debba fondare sulla società civile. Infatti, se riusciamo a creare una società civile che sia ugualmente efficace  e nei confronti del settore privato e nel riformare il settore pubblico, possiamo creare una nuova base economica, morale e sociale per l’Occidente. 

Il compito è davvero grande, perché l’urgenza dei nostri tempi è molto concreta ed evidente a tutti gli europei. Noi abbiamo semplicemente bisogno che lo Stato funzioni in modo efficiente e che il settore privato possa condurre le proprie attività al meglio. Tutto questo è compreso nella società civile, che è il mondo delle relazioni, delle persone, il mondo che sia lo Stato che il settore privato dovrebbero in realtà servire. Dobbiamo quindi riordinare il mercato e riordinare lo Stato e chiedere alla società civile di fare tutto il possibile, dal fornire servizi pubblici al trasformare in reciprocità e bene comune il risultato del settore privato. Si tratta di qualcosa che è assolutamente necessario.

Lasciatemi ora dare un esempio sul tipo di rinnovamento che può essere ottenuto. Quando si cerca di eliminare la povertà e le disuguaglianze, uno dei fattori essenziali da tener presente è che, almeno secondo il mio punto di vista, non sarà lo Stato che potrà far uscire le persone dalla povertà. L’unico modo per combattere la povertà è di far sì che le persone possano avere accesso alla ricchezza e al mercato. 



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