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NOZZE GAY/ Cormio (Pd): chiedo che si apra un dibattito nel partito

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Prosegue l’offensiva del sindaco Pisapia sull’apertura del registro delle coppie di fatto (secondo il modello Torino, come detto più volte). Palazzo Marino sta per  dare il via libera alle cerimonie in Comune per le coppie di fatto, tra cui anche i gay. La commissione congiunta Affari istituzionali e Pari opportunità ha presentato la bozza che prevede la possibilità “di organizzare piccole cerimonie in Comune”.Cosa che senza l’apposito registro non sarebbe possibile fare. Il documento potrebbe essere approvato entro il mese di agosto. Un registro delle unioni civili che “consentirebbe al Comune di dare una formale attestazione di famiglia anagrafica basato sul vincolo affettivo a coloro che, coabitando nello stesso comune ne facciano richiesta”. E’ quanto si legge nella bozza. La notizia, non nuova, ma tornata alla ribalta, ha provocato qualche malumore all’interno della maggioranza, in particolare da parte di alcuni esponenti del Pd, anche se sembra esserci approvazione di alcuni esponenti del Pdl. In particolare si è letta nei giorni scorsi la dichiarazione del consigliere del Pd Marco Cormio che avrebbe detto di essere pronto ad abbandonare l’aula se davvero si arrivasse a votare un tale provvedimento. IlSussidiario.net lo ha raggiunto telefonicamente per chiedergli che aria tira all’interno del Pd milanese sulla questione. Cormio ci ha detto di essere “profondamente a disagio sulla questione e a disagio nel cercare di rispondere a domande su di essa  perché di fatto una discussione interna sull’argomento non c’è mai stata”.

 

Consigliere, abbiamo letto che lei è pronto ad abbandonare l’aula se si dovesse votare il registro sulle coppie di fatto.

 

Guardi, io ho solo lamentato che una discussione all’interno del Pd non è stata fatta, come mi aspettavo. Poi cosa scrivono non lo so, mi hanno fermato per strada davanti a Palazzo Marino.

 

Vuol dire che non c’è divisione all’interno del Pd sulla questione?

 

Posso dire che ci sono stati dei passaggi troppo avanti rispetto all’iter cioè ai vari dibattimenti consiliari in merito. E che vorrei  ci fosse un confronto interno. Ma la discussione non è stata fatta per cui francamente mi sento a disagio a intervenire su cose che all’interno del gruppo consiliare nostro non sono state affrontate. Oltretutto alcune cose sono in giro solo per sentito dire.

 

Per cui anche la sua frase, esco dall'aula in caso di voto...

 

Non sono in grado di fare alcun commento, non sono stato in grado di confrontarmi con nessuno su questo, aspetto un confronto.

 

Eppure si parla proprio in questi giorni di carta dei diritti del Pd in cui sono inseriti argomenti come questo.

 



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