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PAPA A MILANO/ 1. D'agostino: un'apertura ai divorziati solo "pastorale"

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Benedetto XVI e Giuliano Pisapia  Benedetto XVI e Giuliano Pisapia

Un digiuno eucaristico per quei cristiani che non possono ricevere l'eucarestia. Il Papa è vicino ai molti divorziati e risposati cattolici e all' impossibilità di poter ricevere uno dei più grandi doni di Cristo, ipotizzando persino un digiuno. Nell'incontro con le famiglie all'aeroporto di Bresso, il gesto del Pontefice ha dimostrato grande compassione ed empatia per quelle famiglie che, pur vivendo e condividendo pienamente i valori della Chiesa, sono impossibilitati a parteciparvi a tutti gli effetti. Ai divorziati risposati dobbiamo dire che la Chiesa li ama, devono vederlo e sentire che realmente facciamo il possibile per aiutarli- ha detto Benedetto XVI- Non sono fuori della Chiesa e anche se non possono ricevere l'assoluzione e l'Eucaristia, vivono pienamente nella Chiesa". Secondo il Papa, "il contatto con un sacerdote per loro può essere ugualmente importante, poi seguano la liturgia eucaristica vera e partecipata: se entrano in comunione possono essere spiritualmente uniti a Cristo". "Il problema dei divorziati risposati - ha proseguito il Pontefice - resta uno dei grandi problemi della Chiesa di oggi: la sofferenza è grande, dobbiamo aiutare queste persone a vivere la loro sofferenza e impegnarci anche nella prevenzione, approfondire dall'inizio con i ragazzi l'innamoramento, seguirli nel fidanzamento, accompagnare le coppie durante il matrimonio". Abbiamo sentito per Il Sussidiario.net, Francesco D'Agostino, docente di Filosofia del diritto all'Università di Roma Tor Vergata.

Professore, qual è il suo pensiero a proposito delle parole del Papa sui divorziati?

Il problema dei divorziati, in particolare di quelli che hanno contratto un nuovo matrimonio, diventa a livello pastorale sempre più grave a causa dell'enorme crisi della famiglia e dell'altissimo numero di secondi matrimoni. Il Papa, molto opportunamente, ha posto l'accento sul fatto che le persone divorziate, soprattutto quando ormai la situazione è irreversibile, non debbano considerarsi fuori dalla Chiesa o addirittura reiette. Non mi pare, d'altro canto, che il Pontefice, dal punto di vista dottrinale, abbia modificato la tradizionale linea cattolica secondo la quale il matrimonio è indissolubile e non può esser in nessun modo, attraverso il ricorso alla legge civile, rimosso.

Sembra che molti abbiano percepito il contrario, considerandola“un'apertura”, quasi tentando di strumentalizzare le sue parole.



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