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BILANCIO/ Masseroli: tassa di soggiorno? Ci saranno più poveri e nuove imposte

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Pisapia avrà pensato che le tasse diano prestigio e siano motivo di vanto per la città, d’invidia per gli altri; e che quindi, concedere ai forestieri di contribuire all’aggravio impositivo sia un atto di cortesia nei loro confronti. Palazzo Marino sta, così, per introdurre la  tassa di soggiorno. Gli alberghi dovranno versare all’amministrazione comunale un euro a persona moltiplicato per il numero di stelle e di notti di permanenza. Come è prevedibile, si riverranno sui propri clienti. In ogni caso, fanno eccezione i residence ove si permanga per più di 14 notti. Sono esenti, inoltre, i residenti di Milano, gli studenti al di sotto dei 26 anni, i minorenni, chi accompagna persone degenti nelle strutture ospedaliere di Milano e Provincia, e i familiari delle forze dell'ordine. Carlo Masseroli, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale commenta per ilSussidiario.net l’ennesimo nuovo balzello. «Tra tutte le tasse introdotte dall’amministrazione questa, di per sé, probabilmente è la più indolore. Tuttavia, ogni volta che dalle tasche dei singoli che producono ricchezza si decide di toglierne parte perché possa essere raccolta dal comune, i soldi, sicuramente, saranno spesi peggio di chi li ha prodotti». Nel merito: «Sugli alberghi sta pesando moltissimo l’Imu. Se a questa vi sommiamo pure la tassa di soggiorno, l’esborso diventerà insostenibile. E’ la riprova del fatto che l’idea, già di per sé inaccettabile, di alimentare il bilancio con i soldi di chi li guadagna, sta raggiungendo livelli insostenibili». Oltre al danno, la beffa. Perché i conti del comune sono in continuo peggioramento. «Se paragoniamo i bilanci previsionali del 2011 e del 2012, le uscite sono superiori di 180 milioni. Di 300 milioni se paragoniamo il consuntivo 2011 con il preventivo 2012. L’amministrazione sta contribuendo alla fase di recessione che sta vivendo la città. La spesa corrente del nostro comune si attesta sui 2,7 miliardi di euro. Il Pil prodotto dalla città, attorno ai 70. Un sindaco responsabile farebbe di tutto per diminuire la prima voce e consentire alla seconda di aumentare». In questi mesi, sono aumentate le imposte comunali mentre gran parte dei servizi sono stati tagliati. Che fine hanno fatto i soldi provenienti da queste operazioni? «Il bilancio – spiega Masseroli - continua a crescere perché il comune aumenta invece che ridurre la propria presenza come fornitore di servizi e di cultura». Si obietterà che il comune deve produrre servizi. «Nella situazione di crisi in cui ci troviamo, la spesa per il mantenimento di tali servizi prevede il fatto che la tassazione giunga a livelli insostenibili, producendo una spirale perversa. Se i cittadini, oltre a subire gli effetti della crisi, vengono iper-tassati, non dispongono più delle risorse necessari per i propri acquisti. A quel punto, anche chi vende e chi produce, rischia di non essere più in grado di farlo. Si genera la crisi dei consumi che a sua volta produce dei sussidiati. Persone che chiederanno all’amministrazione pubblica di fornirgli quei servizi che prima riuscivano a pagarsi da sole. Il Comune, per erogare quei servizi, aumenterà ulteriormente le tasse». Il circolo vizioso può essere spezzato. «E’ indispensabile attuare un percorso di riforma. Il Comune, cioè, invece che produrre direttamente servizi, diventa il soggetto che abilita a controlla chi li realizzate. Dando spazio alla associazioni non profit e private di cui Milano è piena». 



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