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FORMIGONI INDAGATO/ Del Turco: la sanità lombarda è il grimaldello di un "golpe"

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Roberto Formigoni (InfoPhoto)  Roberto Formigoni (InfoPhoto)

Niente di nuovo. L’ipotesi di reato è quella di corruzione, aggravata dalla transnazionalità. Certo, che Formigoni sia iscritto nel registro degli indagati, nell'ambito dell'inchiesta sui presunti fondi neri costituiti mediante la Fondazione Maugeri, ora è ufficiale. Ma, per il resto, le carte di cui adesso dispone pure il governatore lombardo non aggiungono nulla a quanto già si era appreso da tempo dalla stampa. Un particolare che, ieri, in conferenza stampa, Formigoni ha ribadito con sdegno: se alcuni quotidiani conoscevano, da settimane, il contenuto di atti coperti da segreto, qualcosa non torna. In ogni caso, si è detto tranquillo. Si parla di corruzione - ha precisato - senza che vi sia l’atto corruttivo. «Rimango al mio posto perché sono sicuro che tutti i miei comportamenti sono rettilinei», ha detto, aggiungendo: «Non mi dimetto, perché l'avviso di garanzia è a tutela dell'indagato e i fatti contestati sono falsi dall'inizio alla fine». Un suo collega, invece, fu costretto a lasciare. Era il 14 luglio del 2008 quando la Guardia di Finanza mise le manette ai polsi all’allora presidente dell’Abruzzo Ottaviano del Turco, nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità regionale. Dopo 28 giorni di isolamento nel carcere di Sulmona, gli diedero i domiciliari e, infine, l’obbligo di dimora. La sua carriera politica, nel frattempo, era andata distrutta. Gli abbiamo chiesto un commento sul caso Formigoni.  

Anzitutto, a che punto è giunta la sua vicenda?

Il 14 luglio scorso ha compiuto esattamente 4 anni. Il 15 settembre riprenderà il processo, si concluderà l’audizione dei testimoni prodotti dall’accusa e, finalmente, si inizierà ad ascoltare pure i testimoni della difesa.

E in questi 4 anni cos’è successo?

Della montagna di prove, di cui era stata annunciata l’esistenza il giorno al mio arresto, non si è vista l’ombra.

Come ha vissuto questi anni?

Sono stati terribili, ma sono riuscito a trovare la forza per non cedere alla disperazione. Sono stato aiutato dalla solidarietà di migliaia di persone che non ho mai visto in vita mia ma che si sono fidate della mia storia.

Perché decise di dimettersi? Non poteva attendere l’esito del processo?

 



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