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AREA C/ Cala il sipario sulla congestion charge?

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Le telecamere dell'Area C(Infophoto)  Le telecamere dell'Area C(Infophoto)

Sull’Area C ha ragione Pisapia. La sospensione in seguito al provvedimento del Consiglio di stato è “provvisoria”. La “congestion charge” approvata dalla giunta arancione, almeno per ora, non è stata annullata. Ma è reale la possibilità che a ottobre il Tar Lombardia possa bocciare la delibera di giunta che l’ha istituita, ristabilendo la libertà di circolazione nel centro di Milano all’interno dei bastioni. Riccardo Marletta, avvocato amministrativista e membro del Consiglio nazionale della Libera associazione forense, intervistato da Ilsussidiario.net ha fatto il punto sulle ragioni che hanno portato alla decisione del Consiglio di stato in seguito al ricorso del parcheggiatore di Mediolanum parking e sui prossimi passaggi dell’iter giudiziario.

 

Avvocato, ci spieghi che cosa comporta la decisione del Consiglio di stato che ha portato oggi alla sospensione dell’Area C a Milano.

 

Anche se noi oggi vediamo soltanto gli effetti della decisione, e cioè che l’Area C è sospesa, è opportuno chiarire che si tratta di un’ordinanza cautelare del Consiglio di stato e non di una sentenza definitiva. Da un punto di vista giuridico, la delibera istitutiva della giunta milanese non è stata annullata da nessun giudice. Soltanto ora non ha nessuna efficacia, è come congelata. Anche se, in concreto, le telecamere dell’Area C sono state spente. E l’Area C non verrà ripristinata, quanto meno fino alla sentenza del Tar. Da un punto di vista processuale, sarà il Tar Lombardia a ottobre a doversi esprimere sul giudizio di merito e decidere se annullare in modo irrevocabile o meno il provvedimento con cui è stata istituita l’Area C.

 

Come valuta la decisione del Consiglio?

 

Da un punto di vista tecnico è una decisione abbastanza singolare. In sede cautelare, di cosiddetta sospensiva, viene infatti compiuto dal giudice un bilanciamento degli interessi tra quello privato (del parcheggiatore) e quello pubblico (del comune). Il giudice in questo caso ha ritenuto prevalente l’interesse economico privato rispetto a quello pubblico basato sugli effetti benefici che il provvedimento di Area C avrebbe sul traffico milanese.

 

Ci spieghi meglio…



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