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MILANESIANA/ Elisabetta Sgarbi: tra Pulitzer e Nobel, Milano diventa capitale dell’“imperfezione”

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Elisabetta Sgarbi e lo scrittore Hanif Kureishi in una passata edizione della "Milanesiana" (Infophoto)  Elisabetta Sgarbi e lo scrittore Hanif Kureishi in una passata edizione della "Milanesiana" (Infophoto)

Tre giorni di scienza, cultura e musica all’insegna dell’“imperfezione” in un luogo d’eccellenza dove la “perfezione” è inseguita e perseguita, l’I.Lab di Italcementi al Kilometro Rosso, il Parco scientifico tecnologico realizzato alle porte di Bergamo, lungo l’autostrada A4: così il debutto (da sabato 30 giugno a lunedì 2 luglio) della tredicesima edizione della Milanesiana, la rassegna di musica, letture e dibattiti che anima, fino al 18 luglio, le serate di milanesi e non. Padrona di casa, Elisabetta Sgarbi: da anni editor di Bompiani, bella e colta, porta nel capoluogo lombardo 140 blasonatissimi ospiti internazionali fra premi Nobel, Pulitzer, Golden Globe e Oscar; esibizioni musicali (Morgan, Battiato, Paolo Fresu, Alice), letture colte e più frivole, proiezioni, interpretazioni saranno suddivise in sette “direzioni” (attenzione, non categorie) in luoghi della città che da sempre ospitano la Milanesiana - la Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera, il Teatro Dal Verme e lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano - e in numerosi altri spazi cittadini, neofiti dell’evento: Villa Reale, l’Auditorium HQ Pirelli e due biblioteche comunali, la Affori-Villa Litta e la Valvassori Peroni. Dopo il successo dell’anno scorso, la Milanesiana torna poi a Torino, nel cortile di Palazzo Carignano, con una serata speciale mercoledì 4 luglio e una mostra aperta al pubblico dal 4 al 14 luglio. In totale, 127 appuntamenti che si dipanano sul fil rouge dell’“Imperfezione”, tema che viene presentato ai lettori de ilsussidiario.net dalla stessa ideatrice e organizzatrice della rassegna, Elisabetta Sgarbi.

 

Il tema della Milanesiana quest’anno è l’“Imperfezione”, sviscerata in molte delle sue sfaccettature. Una scelta coraggiosa per un’epoca, la nostra, che sembra rifiutare a priori questo concetto.

 

Non so se rifiuta questo concetto. L’imperfezione è un concetto bellissimo, motore di tante idee e scoperte. Diventa insopportabile o dovrebbe diventarlo quando diventa sciatteria. E ne siamo un po’ tutti - chi più chi meno - vittime. Ma questa è la mia idea, quella che mi ha mosso a chiedere agli ospiti della Milanesiana la loro interpretazione dell’imperfezione.

 

Il tema dell’“imperfezione” riguarda solo l’uomo o anche Dio? Se sì, in che senso possiamo parlare di “imperfezione” di Dio?

 

Domanda complessa che però mi permette di rispondere con una frase di Dietrich Bonhoeffer: «Dio si è lasciato scacciare dal mondo». La perfezione di Dio (se mai ci fosse), seguendo appunto Bonhoeffer, ha in sé l’imperfezione. Altrimenti sarebbe una finta perfezione.

 

La formula della Milanesiana vede fondersi letture, proiezioni, musica e dibattiti. Qual è l’alchimia che da anni, grazie alla rassegna, rende armoniose queste unioni?

 

Anzitutto, l’aver dato al dibattito uno spazio e un tempo definiti (quello della Fondazione Corriere della Sera, degli “Aperitivi con l’autore”). Nelle serate, invece, ho sempre desiderato che fosse centrale il testo letterario, e l’autore del testo che lo legge. Talmente centrale deve essere il testo che 13 anni fa ebbi l’idea di esploderlo su grandi schermi, come fossero schermi cinematografici.

 

Come sceglie i suoi ospiti?



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