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Milano

MILANO/ Togli le associazioni e "sparisce" la città

"Milano e le sue associazioni. Cinque secoli di storia cittadina (XVI-XX secolo)". Uno studio dedicato a ciò che ha fatto grande Milano, dal medioevo a oggi. PIETRO BONGIOLATTI

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Come sarebbe il Duomo di Milano senza le sue magnifiche vetrate? E San Satiro senza la finta abside del Bramante? E se Leonardo non avesse dipinto la Vergine delle Rocce, la sua prima opera milanese, la città quanto avrebbe perduto del suo genio?

Sono solo tre esempi di cosa deve Milano al vivace tessuto di confraternite, corporazioni, consorzi di quartiere, luoghi pii elemosinieri, scholae, società di mutuo soccorso e club che l'hanno arricchita dal medioevo ad oggi. La storia di queste realtà ed il loro censimento sul territorio sono filoni di studio che negli ultimi anni sono notevolmente cresciuti, mettendo in luce un fenomeno in passato ingiustamente trascurato. Domani mattina all'Università Cattolica del Sacro Cuore sarà presentato Milano e le sue associazioni. Cinque secoli di storia cittadina (XVI-XX secolo) (Scalpendi editore): un volume che vuole riepilogare i risultati di tali studi. È infatti il primo frutto di un impegnativo progetto di mappatura e ricostruzione della storia delle realtà associative del capoluogo lombardo lungo i secoli, promosso dal Dipartimento di Storia dell'economia, della società e di scienze del territorio Mario Romani dell'Università Cattolica, dall'Azienda di servizi alla persona Golgi-Redaelli e dalla Fondazione Cariplo.

Dal 2010 ad oggi un'équipe di storici e ricercatori ha ricostruito temporalmente, iconograficamente e spazialmente il panorama associativo milanese degli ultimi cinque secoli. Il libro infatti è diviso in tre sezioni, una storica, una iconografica ed una dedicata alle fonti. Legata a quest'ultima sarà accessibile dal sito dell'Università Cattolica un database che permetterà attraverso la consultazione di diverse mappe di Milano lungo i secoli, digitalmente sovrapposte, l'apertura di schede sulle confraternite, le associazioni e i club della città a partire dai luoghi più significativi della loro storia. In queste schede sarà possibile scoprire la storia e l'evoluzione dell'associazionismo milanese, avendo immediatamente a portata di click le fonti e la produzione letteraria, artistica, iconografica legata a queste realtà della vita cittadina.

La loro storia dal medioevo ad oggi viene agilmente riassunta nella prima parte del volume. Marina Gazzini ricostruisce le vicende medievali di un moto aggregativo che stava alla base del concetto stesso di cittadinanza e all'interno del quale, esclusivamente, venivano riconosciuti i diritti dei singoli.

La città nella prima età moderna conobbe una forte continuità con i secoli precedenti. Danilo Zardin attraverso alcuni esempi conduce il lettore dentro la molteplice realtà di quelle che potevano essere ad un tempo confraternite religiose, corporazioni di mestiere e luoghi di incontro e scontro politico, a volte anche perdendo la loro originale vocazione. Proprio in questo ambito Carlo Borromeo agì con decisione, per «rimettere (o mettere forse per la prima volta?) al centro della grande massa di scholae e confraternitates esistenti quella vocazione religiosa che, sul piano ideale, ne contrassegnava la natura costitutiva».