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PROVA SU STRADA/ Seat Ibiza SportCoupé 1.4 Tdi. Com’è e quanto costa

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È arrivata questo fine settimana, salutata da eventi e manifestazioni (a Milano è stato allestito per l’occasione un bar sospeso a diversi metri da terra) la nuova “piccola” sportiva di casa Seat, sorella minore a tre porte dell’Ibiza "normale". L’abbiamo provata per voi.

 

Design - Non molto differente dall'Ibiza a 5 porte (solo qualche centimetro più corta e più bassa nella parte posteriore), anche la SportCoupé è caratterizzata da due linee sulle fiancate che partono dai gruppi ottici anteriori e posteriori, destinante a non incrociarsi. Nonostante la “nettezza” di questi segni, l’auto mantiene una linea gradevole e sicuramente rinnovata rispetto alla precedente versione.

 

Interni - Identici alla sorella maggiore a 5 porte sono decisamente rinnovati. Il volante a tre razze trasmette l’impressione di un facile controllo dell’auto (grazie anche al servosterzo elettrico e progressivo), il quadrante con due strumenti separati dal computer di bordo è di rapido impatto. La consolle centrale è completamente modificata e dominata dall’autoradio. Le plastiche sono ben curate, anche se in verità sembrano perdere qualità nella parte più “invisibile” al di sotto del volante. Molto bello il nuovo climatronic, più gradevole e anche più raggiungibile e visibile anche controluce. Peccato per i pulsanti (come quello delle 4 frecce) davanti al cambio, difficilmente raggiungibili.

I passeggeri posteriori godono di degno spazio anche per le gambe e riescono agevolmente a raggiungere i sedili, ribaltabili con il sistema 60/40, anche se in tre dietro si sta un pò stretti. Il baule ha guadagnato 15 litri in più rispetto alla vecchia Ibiza ed è abbastanza squadrato da permettere di caricare facilmente i bagagli.

 

Motori - Il 1.4 Tdi tre cilindri a iniettore pompa è un propulsore affidabile e collaudato, giacché viene montato da diversi anni su tutte le vetture del gruppo Volkswagen.

È capace di erogare 80 cv (59 kw) e di raggiungere i 100 km/h in 13,1 secondi, con una velocità massima di 170 km/h. Il tutto consumando in media 4,3 l di gasolio per 100 km.

La coppia massima è subito a disposizione (195 Nm a 2200 giri), e grazie ai pneumatici 215/45 (di serie sulla versione Sport) viene facilmente trasformata in trazione, evitando anche l’alzarsi eccessivo dell’avantreno. Questo pregio, rende però impossibile “tirare” le marce oltre i 3.700 giri senza avere l’impressione di rimanere fermi.

Come il più grande 1.9, anche il 1.4 Tdi monta di serie il filtro anti-particolato.

In generale, per la SportCoupé vi è un’ampia possibilità di scelta di propulsori. Per quanto riguarda l’alimentazione a benzina (disponibili anche con la doppia alimentazione a Gpl) si parte dal 1.2 da 70 cv (51 kw), passando dal 1.4 da 85 cv (63 kw), fino ad arrivare al 1.6 da 105 cv (77 kw). Oltre al 1.4, per il diesel c’è il 1.9 da 105 cv (77 kw).

 

Versioni - Ve ne sono tre. Partendo dal “top” (disponibile solo per 1.6 benzina e 1.9 Tdi), troviamo la versione Sport (la stessa dell’auto provata) che si differenzia per un assetto leggermente più rigido, i cerchi in lega da 16 pollici di serie (a richiesta anche da 17) e la leva del cambio più sportiva. Manca l’Esp, una piccola pecca a cui si può rimediare con poco più di 300 euro, insieme al Hild Hold Assist, un sistema che rende semplicissime le partenze in salita.

La versione Stylance è molto simile alla Sport, da cui si differenzia solo per la mancanza delle caratterizzazioni sportive (assetto, cerchi in lega, leva del cambio). Monta di serie l’autoradio con cd/mp3 con 6 altoparlanti, i fendinebbia con sistema cornering (illuminano maggiormente nella direzione in cui si gira il volante), abs e 4 airbag (a richiesta vi sono anche quelli a tendina).

La versione Reference è la più spartana, mancano addirittura le maniglie in tinta con la carrozzeria, oltre ai sedili posteriori ribaltabili.

Tre allestimenti per 5 motori danno massima possibilità di scelta sulla vettura più adatta alle proprie esigenze e tasche.

 

Com’è su strada - Decisamente pronta e facile da guidare. Il 1.4 tdi parte da subito, ed è facilissimo ripartire anche in terza marcia dai 40 km/h. Si adatta quindi facilmente a un uso cittadino.

Il motore è fatto per durare, forse anche per questo la sua taratura è stata studiata per rendere sconveniente il suo utilizzo ad alti giri.

L’assetto permette anche una guida sportiva e divertente, senza rinunciare al confort. È il risultato di ammortizzatori appositamente studiati. Certamente i più “corsaioli” ne resteranno delusi.

In autostrada la SportCoupé si muove benissimo. Un aiuto arriva anche dai fari con doppia lampada (non disponibili sulla versione Reference). A richiesta vi sono anche i bi-xenon con Adaptive Frontlights System (i fari seguono la direzione del volante, illuminando di più gli spazi in curva).

 

Pregi - Per quella che dovrebbe essere una compatta (la vettura più piccola della gamma Seat), completamente rinnovata anche nel pianale (che servirà alla prossima Wolksvagen Polo), possiamo ritenerci soddisfatti sia per gli allestimenti che per il suo comportamento di guida davvero semplice.

 

Difetti - Uno è davvero grave: il tappo del serbatoio si apre a mano con la chiave della vettura: un sistema usato forse ancora solo dalle più piccole utilitarie. Vi è poi qualche problema di visibilità per via dei montanti laterali. Infine non è certamente una macchina per chi ama le forti emozioni sportive. Per soddisfarle, non resta che aspettare le versioni FR e Cupra. PS: Eliminate la versione Reference, è un'offesa al mondo dell'auto.

 

Prezzi (Ipt esclusa) - La versione provata costa 14.910 euro. In generale la gamma va dagli 11.210 della 1.2 Reference, ai 16.935 della 1.9 Tdi Sport.

 

Tassa di possesso - Per il 1.4 Tdi il costo annuo è di 152,22 euro.

 

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