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LE PAGELLE/ I protagonisti del MotoGp di LeMans

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Valentino Rossi, 10 e lode

Qui in Francia non partiva con il favore dei pronostici e nelle libere non aveva brillato: poi in gara si è scatenato. Partito maluccio (sesto alla prima curva), alla fine del primo giro era già alle spalle di Edwards, è andato a prendere la testa della corsa e non l’ha mollata più fino alla bandiera a scacchi. Primo a Le Mans, secondo successo consecutivo, conquista della vetta provvisoria del mondiale e Angel Nieto raggiunto a quota 90 vittorie nella classifica dei più grandi di tutti i tempi. Partito nella corsa al mondiale con l’incognita della scelta delle coperture Bridgestone, ha saputo, dopo le prime prove che sembravano dargli torto, trovare la strada giusta per portare il binomio Yamaha Bridgestone ad un livello di competitività eccellente. Quanto basta per meritarsi un bel 10 e lode.

Jorge Lorenzo, 9.5

Fa impressione vederlo trasportato a braccia nel box a causa dei guai fisici rimediati con la caduta in Cina: ma quando sale sulla moto, come lui stesso ha dichiarato, non ci sono se e ma. Ci sale per vincere. Prova maiuscola la sua e bellissima rimonta, dopo una partenza non proprio bella, coronata da un secondo posto alle spalle dell’inarrivabile Valentino. C’è da chiedersi cosa avrebbero combinato i due se Lorenzo fosse stato al top. Lo vedremo presto, c’è da giurarci.

Colin Edwards, 8

Superbo nelle qualifiche, anonimo in gara. Sembrava questa l’etichetta che avrebbe accompagnato la stagione del texano della Yamaha clienti: e invece a Le Mans ha dimostrato di poter battersi almeno per il podio, andando anche a togliere la terza posizione a uno che di nome fa Daniel Pedrosa e che guida la Honda ufficiale.

Casey Stoner 7

Fino a quando il motore della sua Ducati non lo ha lasciato a piedi, aveva mostrato di che pasta è fatto: partenza super e poi a vendere cara la pelle prima a Rossi e successivamente a Pedrosa. Una cosa è certa: la sua Ducati non è più quella della passata stagione e lui lo sa, ma nonostante questo, lui ce la mette tutta, almeno sino a quando la moto glielo consente. La stoffa del campione, quella no, è ancora intatta.

Daniel Pedrosa, 6

Week-end da dominatore, almeno sino alla gara: parte bene e, seppur beffato alla prima curva da Stoner, reagisce e ingaggia con l’australiano un bel duello. Poi arriva Rossi e via a duellare anche con lui rispondendogli da par suo quando Valentino lo passa la prima volta. Comincia a piovere e lo spagnolo pare tirare i remi in barca. Viene passato da Lorenzo che gli brucia la seconda posizione, e questo ci starebbe, ma poi cede a Edwards il terzo gradino del podio che gli avrebbe consentito di dividere la testa del mondiale con Valentino. Ci saremmo aspettati un po’ di grinta in più a costo di prendersi qualche rischio.

Chris Vermulen 6.5

Qui lo scorso anno colse una vittoria su pista bagnata e oggi ha dimostrato che ci sa fare anche sull’asciutto, non perdendo troppo contatto dai primi e cogliendo un buon 5° posto con una moto che non è il massimo dal punto di vista della competitività. Aspettiamo conferme già dal prossimo Gp.

Andrea Dovizioso 7

Pur avendo una moto non ufficiale, alle volte non lo diresti. Ce la mette sempre tutta e non dimostra timori reverenziali nei confronti di chicchessia (vedi sorpasso a Valentino nella notturna in Qatar). Qui a Le Mans si mette dietro anche Nicki Hayden con la Honda ufficiale e Loris Capirossi, nonostante un contatto con Toseland (vedere i segni sulla tuta lasciati dalla gomma anteriore della moto dell’inglese) che gli ha fatto perdere tempo.

Loris Capirossi 6

La pista non gli piace, la moto non lo soddisfa, lui ce la mette sempre tutta ma alle volte non basta. C’è da sperare che il morale, almeno quello, non lo lasci pure lui.

James Toseland 4

Steccata per il pianista, che nella foga, va a toccare Dovizioso con la ruota della sua Yamaha nel tentativo di passarlo, cade e si ritira dopo appena tre giri. L’ex campione della superbike, in sella ad una moto tra le migliori del lotto (vedi Edwards), fatica non poco a trovare il bandolo della matassa nella classe regina del motomondiale.

Nicki Hayden, 5

Buio pesto per lo statunitense del team Honda Hrc. Aveva iniziato il week end nel peggiore dei modi, facendo compagnia a Melandri nelle posizioni basse: poi arriva la zampata nelle qualifiche di sabato con il sesto tempo alle spalle di Lorenzo, ma in gara, dopo una buona partenza che lo vedeva in quarta posizione, è scivolato giù, giù, concludendo in ottava posizione. Non basta dire che la pista non piace: da un campione del mondo quale è Hayden, ci si aspetta di più anche su tracciati ostici.

John Hopkins s.v.

Gara sfortunata per il pilota Kawasaki, costretto al ritiro per la perdita della catena. Che dire di più? Lo statunitense paga le difficoltà del team nel fornirgli una moto competitiva.

Marco Melandri, s.v.

Vogliamo essere clementi con Marco: ci si mette anche la sfortuna a complicare una già non facile situazione. In partenza si spegne il motore e, quando riparte spinto dai meccanici, gli altri hanno già percorso mezzo giro. Unica consolazione, se si può chiamarla tale, finisce davanti al suo compagno di scuderia. Forza Marco!

Andrea De Angelis e Shinya Nakano, 5

Ancora difficoltà per il duo del team Honda Gresini. Il pilota nipponico riesce a entrare nella top ten, mentre il sanmarinese non va oltre il 12° piazzamento. Un po’ poco per chi ad inizio stagione aveva tutt’altre aspirazioni.

(Maurizio Saporiti)



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