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MOTO GP/ Le pagelle del Gran Premio di Catalunya

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Daniel Pedrosa, 10
Gara maiuscola quella dello spagnolo, come piace a lui. Partito subito forte, conquista la prima posizione, si mette a girare con un ritmo insostenibile per gli altri, fa il vuoto fra sé e gli avversari e arriva sotto la bandiera a scacchi in solitaria. La lode non gliela diamo perché ci piacerebbe vederlo vincere ingaggiando duelli e facendoci vedere dei bei sorpassi. Ha il pregio, dopo l’inconveniente tecnico che gli pregiudica le prove, di trovare un assetto ottimo per la sua Honda, e di sfruttarlo al massimo in gara. È lui, comunque, il rivale numero 1 di Valentino per la corsa al titolo.

Valentino Rossi, 9
Non so se sarebbe riuscito a far fronte allo strapotere messo in mostra da Pedrosa oggi, ma a suo sfavore gioca la brutta prestazione in prova, che lo relega in terza fila con il nono tempo. Quando Pedrosa decide di andarsene, lui ancora sta lottando per la settima posizione: difficile ipotizzare una rimonta da lì. Fa vedere, comunque, di che pasta è fatto: è autore di una bella rimonta e di un bel duello con il rivale Stoner, che gli permette di raggiungere il secondo gradino del podio e di ridurre al minimo i danni in classifica. Visto le premesse, il risultato finale non è poi così male

Casey Stoner, 8
Conquista una pole che fa presagire un ritorno dello Stoner della passata stagione e che autorizza molti a pensare che, sul circuito del Montmelò che lo aveva visto trionfare lo scorso anno, sia ancora lui l’uomo da battere. Invece, in gara, riemergono i problemi di settaggio che lo attanagliano dall’inizio di stagione: vede andarsene Pedrosa senza poter far nulla, fatica a tenersi dietro uno scatenato Dovizioso ed infine ingaggia un duello con Rossi che lo passa a pochi giri dal termine. Si aspettava di più dalla gara di Barcellona, ma si deve accontentare del terzo posto, regalando ancora dei punti ai suoi più diretti avversari alla corsa al titolo. Unica consolazione: è l’unico capace di lottare per il podio con una Ducati con cui Melandri arranca nelle ultime posizioni.

Andrea Dovizioso, 7
Riesce a rimanere tra i primi, andando a prendersi anche la seconda posizione, permettendosi il lusso di passare Stoner, così come aveva fatto con Rossi nella gara d’esordio in Qatar. Poi, in rettilineo, si deve arrendere ai cavalli della Ducati, ma è sempre lì alle spalle dei due campioni Rossi e Stoner. Sul finire, perde il contatto con il duo e chiude con un onorevole 4° posto.

Colin Edwards, 6,5
Dopo il Mugello, ennesimo 5° posto per il texano in sella alla Yamaha del team Tech3: dopo una buona prima parte di gara, dove riesce a mantenere il ritmo dei primi, progressivamente cede terreno e si accontenta della quinta posizione. Sempre nelle prime posizioni in qualifica, in gara gli manca la zampata da vero campione per salire sul podio.

James Toseland, 6,5
Altra buona prova per il “pianista” che qui a Barcellona si piazza in sesta posizione alle spalle del compagno di squadra Edwards. Il ragazzo, campione del mondo delle Superbike, approdato quest’anno nella MotoGP, dopo un avvio stentato, sta incominciando a prendere confidenza con la nuova categoria. Aspettiamo ulteriori evoluzioni.

Chris Vermulen, 6
Fuori Capirossi, tocca all’australiano difendere i colori di casa Suzuki: partito davanti a Valentino, perde subito contatto con i primi e alla fine ingaggia un duello con Toseland per la sesta posizione. Non sempre piove, e la sensazione è che lui, da diversi anni in MotoGP, non abbia ancora fatto quel salto di qualità che ci si aspetta.

Nicki Hayden, 5,5
Parte dalla prima fila, scivola, piano piano, indietro, chiudendo a fine gara in ottava posizione a 22 secondi dal suo compagno Pedrosa . Meglio comunque del Mugello.

Alex De Angelis e Loris Capirossi, s.v.
Finiscono entrambi la gara al 10° giro quando si toccano, nel tentativo di passarsi. Ha la peggio Capirossi, che, causa una frattura alla mano, dovrà saltare quasi certamente il prossimo appuntamento a Donington. Peccato per entrambi: per De Angelis che qui voleva ripetere la buona prestazione del Mugello e che nel warm-up del mattino aveva dimostrato di avere un buon passo per la gara, e per Capirossi, intenzionato a riscattare con un buon piazzamento i non brillanti risultati ottenuti in prova.

Jhon Hopkins, s.v.
La botta rimediata in prova non lo ha aiutato certamente, ma con la sua Kawasaki, onestamente, non c’era da aspettarsi nulla di più.
 
(Maurizio Saporiti)


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