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MOTO GP/ Le pagelle del Gran Premio di Laguna Seca

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Valentino Rossi, 10 e lode 
Alla vigilia aveva dichiarato che per battere questo Stoner sarebbe dovuto partire con trenta secondi di vantaggio. Invece è partito alla pari e alla grande, ingaggiando un duello d’altri tempi con il biondo australiano. E che duello! Si è messo subito davanti, confermando, se ce n’era bisogno, che partire dalla prima fila è fondamentale, ha tenuto testa ad uno Stoner scalpitante alle sue spalle, aggredendo i cordoli di una pista che lui non ha mai amato particolarmente, reagendo, a suon di staccate all’ultimo centimetro utile, ai continui tentativi di sorpasso del pilota Ducati, mettendo le ruote sulla sabbia, non cedendo mai di un millimetro, facendo registrare tempi sul giro che mai aveva ottenuto nelle libere, costringendo l’australiano, infine, a osare tanto, troppo, fino alla caduta. E alla fine, dopo essere passato per primo sotto la bandiera a scacchi, le carezze alla sua fedele Yamaha, il bacio alla pista non più maledetta… Il solito Rossi, il solito campione.

Casey Stoner,  10
Dominatore assoluto delle ultime tre gare, delle prove qui in California, fino alla gara, quando deve vedersela con un Rossi scatenato. Ma lui non è da meno e, dopo la sorpresa del sorpasso iniziale, giù a spalancare il gas, a due millimetri dalla gomma posteriore di Valentino, tentando in ogni modo di riprendersi la vetta, ritentandoci ogni volta che andava male, rischiando, come rischiava Rossi. Poi la staccata lunga, l’uscita sulla sabbia, la caduta. Peccato, perché avremmo voluto goderci quegli ultimi dieci giri da brivido, qualunque fosse stato il vincitore. Un leone, un lottatore, a confronto con un par suo. Le gare, ci piacerebbe vederle sempre così.

Chris Vermeulen 8,5

Terzo sotto la pioggia del Sachsering, terzo sotto il sole di Laguna Seca. L’australiano sembra essersi destato completamente da quel torpore che lo ha accompagnato sin qui, da cui si destava solo quando sulla pista cadevano goccioloni di pioggia. Con il podio di oggi, lasciandosi alle spalle Hayden, Edwards e il suo compagno Capirossi, si è tolto di dosso la fama di mago del bagnato e nulla più.

Andrea Dovizioso 8
Le voci di mercato lo danno in avvicinamento alla Honda ufficiale, al posto di un ormai quasi sicuro partente Nicky Hayden. E lui che cosa fa? In sella alla sua Honda clienti, alla sua prima volta sul circuito americano, si prende il quarto posto, proprio ai danni di Hayden, vincitore due volte su questo circuito, prima Honda e primo gommato Michelin.
Non male il ragazzino.
 
Toni Elias 7
Parliamo sempre di mercato: le voci dicono che il suo posto in Ducati traballa, e la risposta arriva immediata, con un settimo posto di tutto rispetto e un primo posto tra le Ducati in gara, Stoner escluso, ovviamente. Partiva con il decimo tempo, Toni Elias, e , visto le difficoltà incontrate dai motorizzati Ducati,  il risultato non è per niente male.

Colin Edwards, 5
Gara incolore, quella del texano, che sul circuito di casa, dove è stato autore di buone gare, smarrisce di colpo le buone abitudini a cui ci aveva abituato e si ritrova a navigare dalle parti di Melandri. Speriamo si sia trattato di un’amnesia passeggera.

Jorge Lorenzo, 5
Un’altra gara da dimenticare, finita dopo poche curve, con una caduta (impressionante il volo) che poteva avere conseguenze ancora più serie. Il giovane talento spagnolo, dopo un esaltante, forse troppo, avvio di stagione, si ritrova a fare i conti con la dura realtà. La classe c’è, l’esperienza un po’ meno. Si tratta di avere un po’ più di pazienza e meno irruenza.

Loris Capirossi 5
Vermeulen terzo, Spies, quasi debuttante, ottavo, entrambi su Suzuki. E Capirossi? Quindicesimo, davanti a Melandri che, se non fosse andato a fare un giretto sulla sabbia, probabilmente gli sarebbe stato davanti. Sicuramente una posizione che non gli compete.
 

(Maurizio Saporiti)



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