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MOTOGP/ Il punto di Alex De Angelis sul mondiale

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L’appuntamento è allo stand Morellato che è subito preso letteralmente d’assalto da una numerosissima schiera di tifosi, appassionati, giovani e meno giovani. Il motivo? La presenza, al completo, del team Honda Gresini San Carlo di MotoGP che domenica 31 agosto sarà impegnato nel Granpremio di San Marino che si disputerà sul circuito Santa Monica di Misano Adriatico e sponsorizzato, appunto, da Morellato.

 

Quando i piloti Alex De Angelis e Shinya Nakano si presentano accanto al bolide che i due piloti usano in pista e che fa bella mostra di se allo stand, i fans si scatenano in una caccia forsennata all’autografo. Noi de ilsussidiario.net ne abbiamo approfittato per fare alcune domande ad Alex e a Fausto Gresini, manager del team.

 

Sanmarinese di 24 anni, Alex de Angelis è alla sua prima stagione in MotoGp: lo scorso anno ha preso parte al mondiale classe 250, sempre in sella alla Honda, conquistando il terzo posto finale in classifica.

 

Alex, questa è la tua prima stagione nella classe regina del motociclismo. Quali sono le sensazioni che hai provato e che giudizio ne dai?

 

Innanzitutto devo dire che correre in MotoGP è il sogno per ogni pilota: io ci sono arrivato a soli 24 anni e aver raggiunto già due quarti posti ad un soffio dal podio e dopo rimonte incredibili è una bella soddisfazione. E’ chiaro che non ci accontentiamo e che vogliamo migliorare: già domenica, con il Granpremio di San Marino dovremo dare il massimo, il 100%. Non disponendo di una moto ufficiale, sarà fondamentale essere a posto in ogni particolare e non lasciare nulla al caso per stare davanti alle ufficiali.

 

Per te che hai fatto il salto di categoria, quali sono le differenze più sostanziali tra le 250 e le MotoGP?

 

Le cosa che noti subito sono le differenze di peso e di potenza: queste sono moto che pesano 145 kg, con  220 cavalli di potenza e forse anche di più, ma a noi non lo dicono e che superano i 340 km/h. Quest’inverno, durante i test, ho fatto un sacco di chilometri per abituarmi, per cambiare il mio stile di guida e per capire anche il comportamento della moto con l’elettronica che non è presente sulle moto delle classi inferiori. Comunque è stato un vero piacere e un bel divertimento.

 

Si fa tanto parlare dell’elettronica che secondo molti aiuterebbe i piloti e non farebbe emergere in pieno le loro capacità. Tu cosa ne pensi?

 

L’elettronica aiuta al 2000% in fatto di sicurezza e secondo me, non solo non va abolita, ma addirittura sviluppata. Certo, il fattore spettacolo ne risente un po’: come non ricordarci le intraversate con le prime MotoGP 1000cc, spettacolari da vedere in tv. Comunque le moto divertono ancora molto di più che la formula 1 e la sicurezza non va trascurata.

 

E la competizione tra i gommisti?

 

Se ne sta parlando troppo: fino a quando c’è competizione, c’è anche sviluppo, e con lo sviluppo arrivano le performance che rendono più divertente pilotare una moto. Quando hai una buona gomma, è un piacere guidare. Poi c’è anche l’altra faccia della medaglia: se non hai buoni pneumatici, non riesci a dimostrare tutto il tuo talento. Ma questo succede per tutto. Domenica corri il Granpremio di casa tua: sarebbe bello festeggiare con un podio. Noi stiamo sicuramente vivendo un bel periodo, ma c’è anche chi va più forte di noi. Misano è una pista che mi piace: ci sono molte curve lente, dove conta molto avere una moto agile, un buon set-up e buone gomme. Tutte cose che noi abbiamo. Anche se è difficile, punteremo al podio, sicuramente daremo il 100%.

 

Ma le partenze, sono davvero il tuo punto debole?

 

Ho una moto meno veloce delle altre e sicuramente al momento questo non mi aiuta nelle partenze. E quando parti male poi è difficile recuperare. Se poi aggiungiamo che in qualifica abbiamo dei problemi con le gomme da tempo e questo non ci permette di partire davanti…

 

Per il mondiale la lotta si è ristretta a Valentino e Casey: chi vedi come favorito?

 

Io credo che Stoner, a Brno, cadendo, si sia giocato la possibilità di rivincere il mondiale. Ora Valentino ha veramente il mondiale in pugno. L’unico problema che vedo è che Valentino non si accontenta di fare tutti secondi posti da qui alla fine della stagione e questo potrebbe giocargli un brutto scherzo. Però al momento 50 punti di vantaggio sono tanti, il favorito resta lui.

 

Il Meeting ha sempre riservato a voi piloti una bella accoglienza: cosa ne pensi?

 

Sono rimasto impressionato. E’ sempre bello essere riconosciuto da tanti ragazzi giovani che hanno dimostrato tanto interesse nei miei confronti e nei confronti del nostro mondo. Adesso sono lì tutti a vedere i nostri meccanici mentre effettuano il cambio gomme. Noi poi abbiamo bisogno del loro entusiasmo e poi ci potrebbe essere, tra loro, chi un giorno potrebbe battermi e prendere il mio posto.

 

Fausto Gresini, imolese di 47 anni e due volte campione mondiale della classe 125 (1985 e 1987) è il team manager della Honda Gresini San Carlo che partecipa al mondiale classe MotoGP. Anche a lui chiediamo commentarci i risultati raggiunti dal team a questo punto della stagione.

 

Direi che è stato un avvio di stagione difficile ma che abbiamo saputo reagire e i risultati, seppure a fasi alterne, sono cominciati a venire, sia con Alex che con Shinya. Diciamo che ora vedo più in positivo e che abbiamo molte chance per poterci migliorare ulteriormente. Il fatto che la Honda vi abbia fornito la Honda ufficiale, tanto per intenderci quella che usano Pedrosa e Hayden, da testare e che verrà fornita ai team satelliti la prossima stagione, mi sembra un buon riconoscimento per il lavoro fatto dal team. “Il nostro team è da sempre vicino ad HRC, ed è stato scelto di affidare la moto factory a Shinya in quanto è il pilota con maggior esperienza e quello che, per ovvie ragioni, sa meglio colloquiare con i tecnici della Honda e che quindi saprà fornire preziose indicazioni per lo sviluppo della moto. Il grosso vantaggio, per il prossimo anno, è che le moto fornite ai team satellite e quelle factory saranno molto simili e quindi potranno giovarsi di tutti gli aggiornamenti che Honda fornirà, cosa non possibile oggi, a causa delle differenze esistenti tra le due moto.

Succederà un po’ come quando si correva con le mille, dove moto ufficiali e non si davano battaglia e dove sovente erano le moto affidate ai team satellite a vincere. La differenza la faceva un buon team con una buona organizzazione. Noi in questi anni abbiamo regalato alla Honda 14 vittorie in Moto Gp, in 12 anni di attività un mondiale in 250 e tre secondi posti finali nella classe MotoGp: siamo sempre stati un team di riferimento. Stiamo facendo bene anche in questa stagione, con un pilota giovane come Alex che sta dimostrando di avere delle buone doti, deve maturare, ma i numeri ci sono e con Shinya, pilota di grande esperienza che con noi ha ottenuto il suo miglior risultato in MotoGP.

 

Che cosa vi manca per agguantare il podio?

 

Io credo veramente molto poco.

 

Potrebbe essere la volta buona?

 

Tutte le volte sono buone, noi lavoriamo per questo.

 

Cosa ci dici dell’accoglienza che il pubblico vi ha riservato qui al Meeting?

 

Devo dire che è stata molto bella: qui allo stand della Morellato si respira sempre un bel clima. Ci sono sempre molti giovani e ragazzini tra cui potrebbe esserci il campione di domani. E’ sempre bello stare in mezzo a loro, ti fa sentire più giovane, soprattutto per uno come me che ragazzino non lo è più.

 

A Matteo Farsura, responsabile Pr di Morellato, chiediamo cosa ha spinto un’azienda del lusso a sponsorizzare un team nel motomondiale.

 

E’ una cosa un po’ particolare: è da due anni che sponsorizziamo il team Gresini nella MotoGp. Abbiamo trovato, in questo sport, tante cose che ci accomunano: la cura del dettaglio, la precisione e l’affidabilità, ed è quello che noi mettiamo nel realizzare i nostri gioielli, gli orologi. Queste sono le cose che accomunano Morellato con il mondo della moto.

 

E il rapporto con il Meeting?

 

Lo scorso anno è stata la nostra prima esperienza al Meeting: abbiamo trovato un bello spirito che ci ha coinvolto e che ci ha convinto a ripetere anche quest’anno l’esperienza.



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