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MOTO GP/ Le pagelle di Misano. SuperRossi, MiniStoner

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Valentino Rossi 10  Un altro passo verso la leggenda, con le sue 68 vittorie nella classe regina che gli consentono di raggiungere al vertice  Giacomo Agostini. Quando al termine della stagione mancano solo 5 granpremi, si ritrova in vetta al mondiale con 75 punti di vantaggio su Stoner e 77 su Pedrosa: un bel margine, che difficilmente un Valentino così determinato getterà al vento. Il suo ottavo titolo, il sesto nella top class, è sempre più vicino. A Misano sbaglia poco, e quando lo fa, come al via quando, nel tentativo di superare Pedrosa, si prende una bella imbarcata, riesce a rimediare: forse gli va tutto bene – lo ammette lui stesso “se fosse successo lo scorso anno, sarei caduto” – ma si fa sempre trovare pronto, mette pressione agli avversari e ne sfrutta ogni minimo errore. Lui e la sua Yamaha sono cresciuti, le Bridgestone vanno bene e nel duello con il duo Stoner-Ducati, ancora leggermente superiori, sopperisce con la classe e la determinazione. Con buona pace a chi lo dava per finito.

 

Casey Stoner  2 Tre cadute in tre granpremi non sono da lui. La microfrattura alla mano che lo ha infastidito per tutto il week end non basta a giustificarlo. Misano era l’ultima spiaggia o quasi per tentare di ridurre il divario da Rossi e per tentare di mettere il pesarese sotto pressione, fargli sentire il fiato sul collo. Non è andata così, anzi, qualcuno potrebbe dire il contrario. Si potrebbe ipotizzare che Stoner, micidiale ed inavvicinabile nelle prove, in gara abbia voluto strafare, non limitandosi ad amministrare il vantaggio acquisito, quasi a voler dimostrare chissa cosa a se stresso e agli altri. Con il risultato che tutti hanno visto. Comunque, un errore grave, imperdonabile, visto la superiorità messa in mostra per tutto il week end, che pagherà a caro prezzo, che pagherà dicendo addio al mondiale.

 

Jorge Lorenzo 9 Lo credevamo perso: dopo il brillante avvio di stagione, che lo aveva visto cogliere un successo inaspettato nel gran premio del Portogallo alla sua terza gara in MotoGP, e che lo aveva proiettato in vetta alla classifica facendolo entrare nel novero degli aspiranti al titolo, ebbene tutto questo gli aveva fatto perdere la bussola. Caduto al Mugello, assente a Barcellona, al Sachsering e a Laguna Seca, sembrava essere sprofondato in una crisi nera di cui non si intravedeva la fine. Ma la classe c’è e lo si è visto qui a Misano. Per il mondiale c’è tempo. 

 

Toni Elias 8 Ancora una volta è lui a salvare il buon nome di Casa Ducati. Partito dalla seconda fila, frutto delle buone qualifiche di sabato, deve cedere il passo a Lorenzo e alla sua Yamaha, ma ingaggia e vince un bel duello con l’ufficialissima Honda di Pedrosa. Dopo i tanto attesi aggiornamenti e dopo il secondo posto di Brno, un altro podio che la dicono lunga sulle capacità di Toni. Ora, dopo che era stato messo in discussione per gli scarsi risultati, è lui ad alzare la posta: moto buona – leggasi ufficiale – altrimenti si cambia aria.

 

Dani Pedrosa 5 Sono giunte voci che anche lui abbia dichiarato che la prossima stagione o corre con le Bridgestone oppure si cambia aria. Doveva essere il nuovo campione di casa Honda, ma per adesso naviga a vista con tutta la baracca. Colpa solo delle Michelin? A vedere il connazionale Lorenzo, non si direbbe. Una cosa è certa: dalla prossima stagione Hayden non sarà più suo compagno di squadra: approderà, quasi certamente in casa Ducati. Se ne andrà via, però, con un bel titolo mondiale cucito addosso. Quello che a Pedrosa, ancora manca.

 

James Toseland 6,5 Ne avevamo perse le tracce, per poi vederlo riapparire nelle zone alte della classifica qui a Misano. Si batte bene, e alla fine è lui che la spunta nel duello con Loris e Dovizioso, portandosi a casa un bel sesto posto. Si mette alle spalle anche il deludente compagno di squadra Edwards, solo decimo.

 

Loris Capirossi 7,5 Anche per lui a Misano arriva un record, (per questo il voto così alto, un record è pur sempre un record) quello di pilota con il più alto numero di granpremi disputati in carriera (277, record precedente 266 appartenuto ad un altro grande vecchio come Alex Barros). Si presenta con la nuova Suzuki e con il terzo tempo nelle libere del venerdì: poi si perde un po’, annaspa nelle qualifiche per riprendersi in gara, con un onorevole settimo posto.

 

Shinya Nakano e Alex de Angelis 4 Negativa la gara dei due alfieri della Honda del team Gresini. Uno, in sella ad una moto ufficiale si perde per strada e chiude 12° davanti alle inguardabili Kawasaki. L’altro, che corre il gran premio di casa, ci mette un giro appena per uscire di scena. La squadra cercava il podio, i piloti l’hanno accontentata: primi in quello dei deludenti.

 

(Maurizio Saporiti)



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