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MOTO GP/ Le pagelle di Motegi. Rossi over the top: non basta uno Stoner da 10

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Valentino Rossi, senza voto
Dargli 10 sarebbe stato riduttivo, la lode l’ha già avuta, la laurea anche. Pensateci voi. Ottavo mondiale, entrato nella storia dei plurititolati, plurivincitori e ancora non è finita. Strappa l’alloro dalla tuta di Stoner e lo fa con una vittoria anche quando non sarebbe stata necessaria, ma lui è fatto così: quando può non si accontenta, vuole vincere: i campionissimi sono fatto così. Prendere o lasciare. Veniva da due stagioni opache, costellate da problemi personali e tecnici ed erano in molti a chiedersi se ne sarebbe uscito oppure no. Qualcuno lo dava già per spacciato, sul viale del tramonto. Lui ha risposto da par suo: ha preteso di cambiare le gomme, perché con le Michelin, molto probabilmente, non si sarebbe andati da nessuna parte, e ha avuto ragione. Ha preteso dalla Yamaha una moto guidabile, al resto ci avrebbe pensato lui. Detto fatto. Motegi è la ciliegina sulla torta, la gara che lo avrebbe consacrato campione del mondo: tutto lo sapevano, ma nessuno lo diceva. Potere della scaramanzia. Campione con la Honda, campione con la Yamaha, con le Michelin e con le Bridgestone: campione in 125, in 250, campione in 500, nella MotoGP 1000 e 800. Scusa, Valentino, se abbiamo dubitato.

 

Casey Stoner,  10
Tanto di cappello all’australiano della Ducati, ormai ex campione del Mondo. Non ha mai mollato, anche oggi non lo ha fatto, cercando di difendere quel numero uno sulla carena fino a quando la sola matematica gli avesse indicato che era ancora possibile. Qui a Motegi, per la prima volta se si esclude Indianapolis, non ha brillato nelle libere e non ha centrato la pole. Ma in gara ha dato battaglia fino a quando Rossi è transitato sotto la bandiera a scacchi. Forse paga l’aver incontrato, per la prima volta nella sua carriera, il vero Rossi, a posto con testa, moto e pneumatici. Di sicuro paga una Ducati non più competitiva come la scorsa stagione. Di sicuro è un pilota che dirà la sua anche nelle prossime stagioni.

 

Dani Pedrosa, 7
Si porta in testa alla gara fin dalle prime battute e ci sta fino a quando i due dietro decidono di fare sul serio. Poi si deve difendere dall’attacco del suo acerrimo rivale, nonché connazionale Lorenzo. Lo tiene a bada e si conquista il terzo gradino del podio. A fine gara dirà che la sua moto non era a posto e che ha così dovuto cedere il passo al duo Rossi Stoner. Gli vogliamo credere, se non altro per quello che ha fatto vedere nei primi giri. Adesso aspettiamo, nelle ultime tre gare, una bella vittoria, per scacciare i brutti pensieri che ci tormentano a proposito del suo vero valore.

 

Jorge Lorenzo 7
Si conquista una bella pole, a conferma che le Michelin da tempo non sono poi così male. Ma in gara non è la stessa cosa, e deve cedere subito il passo ai più quotati gommati Bridgestone. Verso la fine cerca di dare l’assalto al podio e di dare. Così,una bella sberla (sportivamente, s’intende) al suo nemico Pedrosa. Nulla da fare. Quarto posto e, comunque, primo dei gommati Michelin. Lo attendiamo ad altre belle prove nelle prossime tre gare.

 

Nicky Hayden 6,5
Un’altra gara dignitosa per il prossimo compagno di squadra di Stoner alla Ducati. Anche lui ci prova, all’inizio, a stare coi primi, ma deve mollare subito il colpo. Si difende dagli attacchi di Capirossi e poi deve solo gestire una quinta posizione consolidata. Onore anche a lui che, nonostante un trattamento non dei più cristallini da parte della casa per cui corre, ha fatto il suo dovere fino in fondo, senza mai recriminare.

 

Loris Capirossi 6,5
Una gara sì e una no. Questa era la gara sì. Partiva dalla seconda fila con un buon sesto tempo, conclude la gara sesto.
All’inizio cerca di attaccare la posizione di Hayden, poi nel finale deve difendersi dall’attacco di Edwards e Nakano. Ci mette grinta e determinazione e conclude nella giusta posizione che le condizioni tecniche attuali gli consentono, alle spalle di Ducati, Honda e Yamaha.

 

Andrea Dovizioso 5,5
Qualcosa non ha funzionato in tutto il week end, fatto sta che il buon Dovi deve accontentarsi di una posizione che gli sta un po’ stretta, visto gli ultimi risultati. Partito dalla tredicesima posizione, risale in nona e si accoda al gruppo di Capirossi, Edwards e Nakano senza riuscire a passarli. Per essere un debuttante, alla sua prima stagione in MotoGp, con un quinto posto in classifica generale e un contratto strappato con l’HRC per il 2009, potrebbe già bastare.

 

Alex De Angelis 4
Un week end da dimenticare per il Sanmarinese, stabilmente ad occupare le ultime posizioni, sia nelle libere che in gara, in compagnia di West e di Melandri. Con una nota dolente: che in gara, quest’oggi, tutti, compreso West e Melandri, gli sono stati davanti.

 

(Maurizio Saporiti)



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