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MOTO GP/ Valentino c'è! Vince gara e il titolo mondiale numero 8

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Alla fine è arrivato, l’ottavo titolo mondiale, quello della rivincita, quello tanto atteso, quello, per essere sicurissimi, certificato dal notaio direttamente sulla pista di Motegi, in uno dei divertenti siparietti a cui il dottore ci ha abituato. Una stagione delle sue, cominciata con un’incognita rappresentata dal cambio di gomme, fortemente voluto da Rossi: e una prima gara così così, con Valentino quarto e Stoner primo, da dominatore, tanto da far pensare che anche per quest’anno non ce n’era per nessuno, che Stoner avrebbe stritolato la concorrenza e che Rossi con la sua Yamaha, nonostante il capriccio delle gomme, avrebbe mangiato ancora la polvere sollevata dalla Ducati di Casey. Poi la ripresa con la vittoria in Cina e con un primo dato confortante: a far compagnia a uno Stoner un po’ più normale c’erano anche Valentino, Pedrosa e Lorenzo. Un Lorenzo debuttante nella classe regina che ha dovuto subito mollare, tradito, forse, da un’eccessiva confidenza e da un po’ di presunzione dopo il brillante inizio di stagione, seguito anche da Pedrosa che dopo la caduta rimediata al Sachsering si vedeva costretto a saltare  due gare e a dire addio ai suoi sogni mondiali. Rimanevano loro due, Rossi e Stoner a contendersi il mondiale: uno a difenderlo dagli attacchi del pesarese ormai ritrovato, l’altro a tentare di scucirlo dalla tuta dell’australiano non più devastante, con la sua Ducati, come nella passata stagione. Poi è arrivato il capolavoro di Rossi, a Laguna Seca: un duello mozzafiato tra i due, con Stoner, sempre davanti nei turni di libere con almeno sette decimi, sorpreso in gara da un Valentino di spessore, deciso a non mollare nemmeno un millimetro di pista al rivale. Sorpassi e controsorpassi vicino al limite e poi la caduta di Stoner, la vittoria di Valentino e le accuse di comportamento scorretto dell’australiano, un primo segnale di cedimento,  rivolte nel dopogara a Rossi. Valentino intuisce che si è aperta una falla nella corazzata Stoner, inizia a martellare in pista come solo lui sa fare, e Stoner subisce il contraccolpo, cadendo due volte di fila, a Brno e a Misano, nel tentativo di ricucire il divario tra se e Valentino. Anche lui, dopo la trasferta a Indianapolis, deve mollare il colpo. A Motegi a Valentino bastava un podio per laurearsi campione del mondo: c’è salito. Ma non sul terzo gradino, nemmeno sul secondo. Lui il suo ottavo titolo l’ha voluto festeggiare con una vittoria. Partenza buona la sua , a controllare la davanti, Pedrosa, Stoner e Lorenzo che si davano battaglia. Quando ha visto che Lorenzo non reggeva il ritmo dei due davanti, l’ha superato, è andato a raggiungerli e al momento buono ha superato prima Pedrosa e poi Stoner, lanciandosi verso la sua quinta vittoria consecutiva, l’ottava stagionale. Che altro dire: quando rientra al parco chiuso indossa una t-shirt con scritto “scusate il ritardo”. Scusato Valentino, ampiamente scusato.

 

Tornando alla gara, buona la prova di Capirossi, sesto al traguardo alla spalle di Hayden: il pilota imolese, negli ultimi giri, respinge gli attacchi di Edward, settimo, Nakano e Dovizioso, rispettivamente ottavo e nono. Mai in partita, in questo week end, Alex De Angelis, diciassettesimo e ultimo nella gara di oggi.

 

Un Valentino Rossi ultra felice: «Sono strafelice, sono stati due anni davvero molto difficili per me. Ho avuto problemi personali e problemi di moto e di assetto. Ma alla fine sono tornato a vincere come piace a me. Mi piace sempre rispondere in pista a tutto quello che accade. Devo ringraziare tutti gli amici e i ragazzi della Yamaha perché hanno messo a punto una macchina assolutamente fantastica, straordinaria. E' stato un piacere guidare e vincere con questa moto. Stoner è stato un ottimo avversario, leale e caparbio fino alla fine». Vittoria e titolo mondiale: «Mi piaceva l'idea di fare così com'era accaduto nel 2001 e nel 2004, vincere la gara e il mondiale. Era il modo migliore per riassumere una stagione davvero straordinaria. Stamattina le condizioni erano buone, anche se con Stoner e Pedrosa sapevo che ci sarebbe stato da lavorare molto perché andavano forte, soprattutto Casey».

 

Le dichiarazioni di Casey Stoner non fanno altro che attestare la sua bravura e correttezza:«Quest’anno contro un Valentino e una Yamaha così non c'era davvero niente da fare. Ho commesso degli errori, che sono la cosa che rimpiango di più. Ma so anche di aver sempre attaccato, e cercato in tutti i modi di rendere la vittoria di Valentino più difficile. Quando va così e su una moto del genere non c'è davvero niente da fare. Sono tranquillo perché so comunque di avercela messa tutta». Ritorna anche su fastidio alla mano: «Non sono nelle migliori condizioni, ma non voglio che questa sia una scusa. Abbiamo perso da una grande moto e da un pilota straordinario. Al momento preferirei continuare con il campionato, testare la nuova moto che è in arrivo per i test di Valencia e poi magari mi opererò al polso infortunato. Ma non è escluso, che se ci fossero problemi, in accordo con il team midi farei operare prima».

 

Dani Pedrosa, commenta così il suo terzo posto: «Sono contento di questo perché non è stata una gara semplice considerando il fatto che abbiamo avuto, dopo una buona partenza, un po' di problemi. La seconda parte della corsa è andata meglio anche se mi sono dovuto guardare dagli assalti di Lorenzo».



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COMMENTI
29/09/2008 - Rossi Ducati (MARCO PAGANI)

Ma perché non ci può mai essere un pilota italiano su una moto italiana? Forza DUCATI