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F1/Le pagelle del Brasile

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Jenson Button 10

Campione del mondo per caso? Sei gare su sette non si vincono per un caso ma ci vuole, oltre a una buona monoposto, talento e determinazione. Certo, dopo l’exploit di inizio stagione Jenson si è un po’ spento e perso tra i problemi della sua Brawn GP e gli attacchi portati dalla concorrenza che rispondeva ai nomi di Barrichello, Vettel e Webber. Ma bisogna pur ricordarsi che la scuderia, anche se prima si chiamava Honda, non può certo competere, a livello economico, con le varie McLaren, Red Bull e Ferrari. E poi, nella gara di oggi, Jenson ha messo in mostra il meglio di se, regalandoci sorpassi da brivido e rischiando quando, ancora una volta, visto come si era messa la gara, poteva stare a guardare gli altri che si eliminavano a vicenda e amministrare il bottino. Ma per una volta, la più importante, si è ricordato che di li a poco sarebbe diventato campione del mondo.

 

Brawn GP 10 e lode

Brawn Gp ma anche Ross Brawn che è la stessa cosa. Grande, pur piccola tra le grandi. Ross Brawn la strappa letteralmente al triste destino a cui l’avevano condannata i vertici Honda (che ora si staranno mangiando le mani) e la consegna alla storia della F1. Il mago del muretto della Ferrari campione mette in campo tutto il suo talento, gioca da furbetto tra i meandri regolamentari e piazza in pista una macchina vincente. Il resto ce lo hanno messo i suoi due piloti, fino a pochi mesi prima del via della stagione, a rischio disoccupazione

 

Mark Webber 10

L’australiano, quando il suo più quotato compagno di scuderia fa cilecca, prende in mano le redini della scuderia e si porta a casa la sua seconda vittoria stagionale che è anche la sua seconda in carriera. Il talento non è quello di Vettel, ma la determinazione non gli manca e in Brasile smette i panni di gregario per indossare quelli di prima guida

 

Robert Kubica 9

Deciso a lasciare un buon ricordo di se quando della BMW non rimarranno che le sole macerie. Doveva essere una stagione ricca di soddisfazioni, è stata un quasi inferno, sempre alle prese con una monoposto senza ne capo ne coda, spesso costretto a lottare per non finire le gare in fondo al gruppo. Quando la macchina ha girato decentemente, lui si è fatto trovare all’appuntamento.

 

Lewis Hamilton 8,5

Punti importanti che hanno portato la scuderia inglese a riappropriarsi della terza posizione nel mondiale costruttori. Per il mondiale piloti aspetta tempi migliori. Le qualifiche lo hanno colto impreparato insieme al suo team: ma si sa che quando le cose non girano, è un affare che riguarda tutti. Eppure è riuscito a salire sul podio e la differenza tra lui e il compagno Kovalainen (5) si è vista tutta.

 

Sebastian Vettel 7

Rovina tutto con quelle maledette e interminabili qualifiche bagnate. Ma di certo non bisogna fargliene una colpa: quando piove, anzi diluvia, alle volte è un attimo prendere la decisione sbagliata. Si risolleva un pochino in gara, andando a cogliere un quarto posto non male che lo riporta in terza posizione nella classifica mondiale. Il titolo lo aveva già gettato alle ortiche nelle gare precedenti.

 

Kimi Raikkonen 6,5

Ce la mette tutta per finire la sua storia in Ferrari regalando alla scuderia e regalandosi per il suo 30° compleanno un bel podio. Ma la sorte ancora una volta non è dalla sua parte e una toccata ad inizio gara, quando insidiava Webber per la seconda posizione, lo riportano ad occupare le solite posizioni di (quasi) tutta una stagione no. A pesare in negativo sul suo bilancio, ci sta una prima parte di campionato più da gregario che da campione. La McLaren gli fa la corte, ma l’impressione è che lui ne abbia piene le tasche (in tutti i sensi) di girare in tondo sulle piste del pianeta.

 

Giancarlo Fisichella 5

A ben guardare non è che abbia fatto sta gran differenza rispetto a Badoer! In Brasile ci si è accorti di lui quando si è fatto sorprendere come un pollo da un certo Kobayashi al debutto in F1 al volante di una Toyota…Per il resto la sua è stata una gara anonima e incolore. Ci ricorderemo di lui per la bella gara di Spa, sul podio alle spalle di Raikkonen. Già! Allora guidava la Force India.

 

Rubens Barrichello 8

Perché ci ha creduto fino all’ultimo e perché, ad inizio stagione, la sua scuderia gli ha riservato un trattamento non proprio bello. Il Brasile è proprio stregato per lui che avrebbe dato non so cosa per salire sul gradino più alto del podio davanti ai suoi tifosi. Ma la sorte gli ha negato questa gioia e pure il titolo mondiale. All’alba dei quarant’anni che sia un segno?

 

Trulli, Sutil, Alonso, Nakajima e Rosberg citazione

Ci sono stati , nel bene e nel male, rendendo questa gara e questo sport, con i loro errori e le loro gesta, meno noiose e un po’ più spettacolari.

 

Bernie Ecclestone 3

La sua uscita su Senna se la poteva risparmiare. Ma il personaggio lo conosciamo. O se lo tolgono dai piedi e se lo cambiano, oppure, prima o poi ne sparerà delle altre. Ma visto come gira il fumo (e anche il grano) nel circus, opto per la seconda ipotesi



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