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MotoGP/ Valentino Rossi campione del mondo: il segreto dei miei successi? La moto è la mia grande passione

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Dopo aver conquistato il suo nono titolo mondiale a Sepang, Valentino Rossi racconta la sua ultima impresa attraverso le pagine del suo nuovo sito web www.valentinorossi.com

Campione del mondo per la nona volta: un’altra impresa straordinaria del campione di Tavullia, in una giornata resa incerta da un acquazzone caduto sul circuito di Sepang. Ma per un campione, è il caso di dirlo, navigato come Valentino, non è bastata la pista resa viscida dall’acqua per intimorirlo e, dopo una partenza incerta, è arrivato il titolo accompagnato dall’ennesimo podio. “E’ stato molto più difficile e ce la siamo goduta meno, perché sull’acqua fare un errore è più facile. All’inizio ho perso tanto anche perché volevo capire come si comportava la moto e studiare bene le condizioni dell’asfalto. Poi però ho preso confidenza ed ero lì con Lorenzo: controllarlo era perfetto per il campionato. Poi ho aumentato il ritmo e ho cominciato a pensare al podio: Ho passato Jorge e ho tirato per andare a prendere i due della Honda. Quando Dovizioso è caduto, ho rallentato perché a quel punto secondo o terzo non faceva differenza”.

 

I complimenti sono arrivati un po’ da tutti, a cominciare da suo rivale più ostico, quel Jorge Lorenzo che fino all’ultimo ha messo pressione a Valentino, contendendogli il mondiale: “Vale è il pilota più veloce – ha detto Lorenzo - , intelligente, completo, con grande tranquillità interiore, generalmente molto regolare: è giusto che sia lui il vincitore”. Complimenti graditi e contraccambiati dal suo compagno di squadra: “E’ un avversario tosto, caratterialmente l’avversario più difficile che abbia mai incontrato. In pista è il mio più acerrimo nemico, ma fuori ci rispettiamo. Bisogna fargli i complimenti, perché ha un approccio alle gare molto aggressivo, ma nel paddock è uno molto tranquillo”.

 

Una stagione, comunque, solo apparentemente facile: “E’ stata molto differente dalle altre, nella quale abbiamo dovuto lavorare in un modo totalmente nuovo, perché per la prima volta si è corso con il monogomma e durante l’inverno si è potuto provare pochissimo. E’ un campionato che va diviso in parti differenti, ma avevo capito dall’inizio che Lorenzo sarebbe stato difficile da battere. A metà stagione ci siamo trovati spesso io e lui, con sfide entusiasmanti: il sorpasso all’ultima curva di Barcellona è il più bello della stagione, forse il più bello del motomondiale, almeno per quanto mi riguarda. Poi, però, ci sono state gare strane, come Le Mans e il Mugello, dove abbiamo cambiato moto, o come a Donington, sotto l’acqua. Ho avuto fino a 50 punti di vantaggio, ma in Portogallo abbiamo faticato e Lorenzo si è rifatto sotto, arrivando a 18 punti. Eravamo sotto pressione, ma molto sicuri dei nostri mezzi.

 

Gallina vecchia fa buon brodo… brodo un cavolo! recitava la maglietta celebrativa dell’evento esibita da Valentino a fine gara: come a dire che non se ne parla di ritirarsi a curare l’orto di casa. “Sono un grande appassionato di moto e mi da gusto confrontarmi con gli altri. Inoltre ho iniziato a 17 anni in uno sport nel quale puoi essere competitivo fino a 34, 35 anni. E quando faccio le cose, mi piace farle bene. Dovessi decidere oggi, andrei avanti almeno altri due anni. Ma è troppo presto per decidere il futuro: lo farò nella prossima estate. La Yamaha mi ha offerto di finire la mia carriera con loro: vedremo”.

 

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