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MOTO GP/ Davide Brivio: lavorare con Valentino? Impegnativo ma appagante

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Davide, questo sarà il tuo sesto anno con Valentino Rossi in Yamaha. Hai ancora lo stesso entusiasmo e la stessa motivazione del 2004, primo anno di Valentino in Yamaha?
Sì, assolutamente. È la sesta stagione ma ogni stagione è diversa dalla precedente. Siamo passati attraverso la prima, bellissima, della grande sfida; abbiamo vinto due titoli, poi abbiamo avuto momenti di grande difficoltà e arriviamo da una stagione 2008 di grande riscatto, in cui siamo riusciti a vincere. Non ci resta che inventarci nuove sfide! Lavorare con Valentino richiede un grande impegno perché si ha sempre la pressione di dover fare bene, si hanno sempre molte attenzioni addosso e quindi si impara a convivere con questa tensione positiva. Direi che gli stimoli e l’eccitazione per una nuova stagione che sta per cominciare ci sono tutti.

Il tuo ruolo nel Team è cambiato all’inizio della stagione 2008, quando hai cominciato ad occuparti esclusivamente del team di Valentino. Come hai reagito a questo cambiamento? Cambierà qualcosa nel 2009?

Ovviamente il lavoro è stato un po’ diverso nel 2008 rispetto a quanto lo fosse in passato, quando mi occupavo di entrambi i piloti del Team. Nel 2008 mi sono potuto concentrare solo su un pilota e questo ha avuto secondo me dei grossi vantaggi, perchè ha consentito a Valentino Rossi di avere una squadra intera a sua completa disposizione, un gruppo di persone che lavora esclusivamente per lui. Sono stato felice di potermi dedicarmi esclusivamente a Valentino per il grande rapporto che c’è con lui e perchè lavorare con lui è sempre una cosa divertente, ma soprattutto molto appagante dal punto di vista professionale. Direi che è stata una stagione estremamente positiva, che poi anche i risultati hanno confermato.

L’anno scorso Valentino ha vinto 9 gare, si è aggiudicato tutti i titoli possibili e ha aggiunto nuovi record al suo palmares. Pensi di riuscire ad ottenere gli stessi risultati quest’anno o ritieni che sarà più difficile?
Sicuramente sarà un anno molto più difficile. Nel 2008, dopo 2 anni difficili, non eravamo tra i massimi favoriti. Forse qualcuno cominciava a pensare che Valentino fosse in declino, da un punto di vista agonistico. Invece siamo stati capaci di una grande stagione e di un grande riscatto. Adesso tutti ci aspettano e gli avversari, come è normale quando perdi, sono più agguerriti. Avremo sicuramente uno Stoner molto più motivato, molto più agguerrito; Pedrosa vorrà certamente fare bene e poi Lorenzo, che dopo una stagione di debutto vorrà mettere a frutto la sua esperienza. Sarà molto più difficile; tutti ci aspetteranno al varco. Questo è il bello dello sport, il bello del nostro lavoro. Noi raccogliamo la sfida e vedremo se Valentino Rossi riuscirà ancora a tenere a bada questi ragazzini.

Pensi che Jorge Lorenzo sarà in grado di sfidare Valentino per il Titolo? Pensi che questa rivalità possa condizionare l’atmosfera che si respira all’interno del box e il rapporto tra i due team?

L’atmosfera nel box rimarrà la stessa del 2008. Il “muro” ha aiutato, perché Lorenzo è sicuramente uno degli avversari più difficili per la corsa al titolo. Lo ha già dimostrato lo scorso anno, anche se poi ha commesso qualche errore dovuto all’inesperienza ed è stato vittima di qualche caduta un po’ sfortunata. Sicuramente starà ragionando su tutti questi errori e sulla sua stagione 2008 e cercherà di non ripeterli. Sicuramente è uno dei nostri avversari principali. Non è una novità, lo avevamo già scoperto lo scorso anno. Lorenzo ha grande motivazione e ovviamente per lui, come per gli altri, riuscire a battere Valentino Rossi è un traguardo. Ancora una volta dovremo difenderci da tutti gli avversari, anzi, dovremo attaccare tutti questi giovani piloti che aspettano la consacrazione, che aspettano di poter battere finalmente Valentino Rossi.

Il “muro” nel box, quindi, rimarrà. Puoi dirci i motivi di questa scelta e perchè ritieni che questa sia la scelta giusta?

Si è parlato molto di questa nostra soluzione, anche se ormai sta entrando un po’ nella normalità. Abbiamo separato i box nel 2008 per via dei diversi fornitori di pneumatici. Abbiamo dovuto dividere le strutture tecniche, ma la soluzione ha funzionato bene. Quando due piloti lottano per la vittoria e sono compagni di squadra, la relazione può diventare difficile; potrebbero esserci dei motivi d’attrito. Direi che con questa soluzione siamo riusciti a gestire benissimo questa situazione. Abbiamo, come si suol dire, due galletti nel pollaio! Forse è meglio tenerli separati e lasciare che se la giochino in pista. Io lavoro solo per Valentino Rossi e questa per Valentino è sicuramente una buona soluzione. Direi che in generale, per Yamaha, è un’ottima soluzione perchè permette ad entrambi, alle due “punte”, di potersi esprimere liberamente e di fare ognuno la propria stagione, il proprio gioco, senza dover fare fronte ad eventuali tensioni o difficoltà nei rapporti. Io credo che il nostro esempio verrà probabilmente seguito anche da altri team. In alcune squadre il muro è invisibile, nel senso che in fin dei conti è ancora più spesso e più largo del nostro! Insomma, ci sono altre squadre in cui i rapporti tra i due compagni non sono idilliaci e fisicamente il muro non c’è, ma è come se ci fosse.

Quali piloti, secondo te, saranno i principali avversari di Valentino nella lotta al Titolo?

Guardando la stagione 2008 sicuramente Stoner, che è l’avversario principale. Poi ovviamente Pedrosa e Lorenzo, come ho detto, però dobbiamo stare attenti anche a Dovizioso, che è entrato nella squadra ufficiale, ha un anno di esperienza in più ed è uno molto, molto costante nei risultati. E poi dovremo vedere come Nicky Hayden si adatterà alla nuova moto. So che sono molti, ma davvero mi aspetto un campionato molto combattuto, con almeno questi 6 piloti in grado di lottare sempre per il podio e di vincere delle gare. Anche in questo caso la regolarità dei risultati, che è stata la nostra arma vincente nel 2008, sarà molto, molto importante. La stagione 2008 è stata molto difficile e molto incerta quindi, da questo punto di vista, molto bella.

Cosa pensi del ritiro di Kawasaki? Pensi che la FIM dovrebbe considerare un cambiamento delle regole, al fine di ridurre i costi? Cosa suggerisci?

Innanzitutto credo che la crisi economica che ha interessato un po’ tutti i settori non potesse non toccare il mondo delle corse. Anche se, personalmente, ritengo che Kawasaki sia stata spinta a questo ritiro anche dalla mancanza di risultati. Forse, se avessero avuto un po’ più successo o se avessero lottato per la vittoria, molto probabilmente avrebbero rimandato il ritiro, o comunque sarebbero rimasti. Non vi è dubbio che in questa situazione sia necessario fare qualcosa. Le Case si stanno domandando quali possano essere le soluzioni per risparmiare e, a questo proposito, auspico che la Federazione possa tornare ad essere parte attiva, come tutti stiamo invitandola a fare. Probabilmente in questi ultimi anni si è badato un po’ troppo all’aspetto commerciale e meno a quello tecnico-sportivo.
Questo è il momento giusto, direi, per rivedere le regole. Ovviamente la priorità numero uno è la riduzione dei costi, ma non bisogna neanche lasciarsi andare al panico. Bisogna cercare di cambiare qualcosa e cercare di ridurre i costi, gestire bene le risorse nei prossimi due anni, ma anche pensare a quello che sarà il motociclismo del 2011, 2012 e a seguire, perché comunque questo sport continuerà. La crisi finirà. Dobbiamo essere positivi, sopravvivere come in tutti i settori, ma cercare poi di creare le basi perchè il futuro di questo sport sia ancora migliore. Ce ne sono tanti, di suggerimenti. C’è la possibilità di togliere i dischi in carbonio; di ridurre il tempo delle prove, quindi di utilizzare per meno tempo i motori; meno gomme. Ci sono diverse soluzioni. Ora è anche inutile soffermarsi sui dettagli: saranno gli ingegneri a scegliere quali siano le modifiche che permettono di risparmiare di più, ma dobbiamo impegnarci tutti insieme. Yamaha farà la propria parte, come è giusto che sia. Chiaramente l’intento è quello di sopravvivere, cioè gestire bene le risorse, con dignità, ma anche pensare a come possiamo impostare il nostro sport, farlo diventare ancora migliore in futuro.

Qual è la tua opinione sul cambio delle regole in materia di pneumatici? Come cambierà il vostro modo di lavorare all’interno del box?

Si è molto discusso sulla nuova regola che ha introdotto il “monogomma”. Penso che sia arrivata al momento giusto. Una delle conseguenze di questo cambiamento è stata la riduzione del numero dei test, quindi esattamente nella direzione in cui bisognava andare. È stata una fortunata coincidenza, ma è comunque la benvenuta! Già durante questo inverno faremo meno test, e probabilmente ci saranno meno test anche durante la stagione, questo lo stiamo decidendo. Non credo che cambierà molto, nel senso che i piloti forti comunque lotteranno per la vittoria e quelli meno forti rimarranno sempre indietro. I nomi, monogomma o no, credo che saranno sempre gli stessi. Non credo che cambierà la lista dei candidati alla vittoria, però ben venga questa soluzione, soprattutto alla luce della attuale situazione economica. Inoltre, finalmente finirà il dibattito sulla diversità degli pneumatici di questo o quel pilota. Saranno tutti nelle stesse condizioni e, di conseguenza, il campionato sarà più interessante e affascinante.

Pensi che l’introduzione del fornitore unico di pneumatici porterà a gare più combattute, diverse da quelle che si sono viste negli ultimi anni?

Quest’anno abbiamo assistito a gare molto combattute sia fra piloti che avevano gli stessi pneumatici, sia fra piloti che avevano pneumatici diversi. Abbiamo visto una gara bellissima a Laguna Seca, tra Stoner e Valentino, però abbiamo visto anche altre gare dove Valentino ha dovuto lottare con Lorenzo, che aveva pneumatici diversi, o con Pedrosa.
Non credo che questo farà una grande differenza. Credo che i nomi saranno sempre gli stessi, ma almeno se la giocheranno alla pari. Da un punto di vista sportivo, dal punto di vista del pubblico, la situazione sarà sicuramente migliore rispetto agli anni passati. Noi ne pagammo le conseguenze nel 2007 e altri lo hanno fatto nel 2008, non potendosi giocare la vittoria a causa delle gomme sbagliate. Questo non succederà più. Sarà un campionato difficile, ci saranno gare ancora più combattute. Tutti i piloti, indistintamente, potranno lottare per la vittoria.

Ci saranno cambiamenti nel tuo staff o nella struttura del Team 2009? Cambierà il vostro modo di lavorare, al fine di abbattere i costi?

Squadra che vince non si cambia! Nel 2009 continueremo con questa stabilità, con questo gruppo che ormai si appresta ad affrontare la sesta stagione. È un gruppo molto affiatato, un gruppo che include tecnici plurititolati. Non cambierà nulla, perché tutti insieme affronteremo il 2009 con lo stesso spirito con il quale abbiamo affrontato la scorsa stagione, che si è rivelata di grande successo. Ci sarà un cambiamento a livello di management Yamaha: Masao Furusawa, l’uomo chiave di tutti i nostri successi, è stato promosso, meritatamente, e quindi aumenterà le sue responsabilità. Anche Shigeto Kitagawa, General Manager Technology Development Division, è stato promosso ed è diventato presidente di Yamaha Motor Racing, la società che gestisce l’attività sportiva MotoGP di Yamaha. Yoshiaki Hayasaki sarà il nostro nuovo responsabile, ma a livello di squadre, di team, di tecnici direttamente coinvolti sulla moto di Valentino non cambierà nulla. Da questo punto di vista siamo tranquilli e fiduciosi e comunque sappiamo tutti quello che possiamo e dobbiamo fare per puntare a vincere. Dovremo fare i conti con la situazione economica, ma non ne facciamo un dramma. Cercheremo di gestire al meglio le risorse in ambito logistico, i viaggi e, in generale, tutti quegli elementi che non vanno ad intaccare le prestazioni in pista e lo sviluppo tecnico. Cercheremo di fare cambiamenti ragionevoli, come tutti sono chiamati a fare, ma quando sarà il momento di scendere in pista vogliamo che tutto sia perfetto per puntare a vincere ancora.

Pensi che Yamaha abbia sviluppato una moto in grado di essere competitiva fin dalle prime gare della stagione 2009?

Questa è una bella domanda, perchè lo sapremo dopo la prima gara o le prime gare della stagione. Nel 2008 abbiamo vinto praticamente tutto: abbiamo vinto i titoli Costruttori, Piloti e Team, quindi abbiamo scatenato una grande motivazione e una grande reazione da parte di Case e piloti. Si saranno mossi tutti per avere un mezzo in grado di batterci. La stessa cosa faremo noi, ma questo è il bello delle corse: durante l’inverno ci saranno un sacco di chiacchiere, ci saranno un sacco di sentenze, perché qualche volta un pilota sarà veloce, poi sarà veloce un altro pilota, e già tifosi e giornalisti emetteranno i loro giudizi e faranno i loro pronostici. Pronostici che poi, regolarmente, cambieranno durante la stagione. Questa è la parte anche più interessante del nostro lavoro e della nostra attività. Noi non abbiamo cambiato moltissimo nella nostra moto, però siamo intervenuti su alcuni settori importanti, cercando di mantenere alto il livello di competitività. Come sempre lo vedremo alle prime gare e poi... speriamo! Speriamo che la nostra moto sia all’altezza della situazione. Io credo che lo sarà.

Cosa pensi della richiesta di Valentino di ridurre gli aiuti ai piloti? Pensi che una decisione di questo tipo potrebbe realmente rendere le gare più entusiasmanti?

Valentino ha “sofferto” questa situazione negli ultimi anni, con l’aumento della tecnologia a bordo, con l’elettronica, con quelli che chiamiamo “aiuti” ai piloti. Questi aiuti sono certamente molto utili per la sicurezza e per la ricerca, soprattutto pensando a quella che potrebbe essere la moto di serie. Sarà un aiuto che si rifletterà sulla produzione e, di conseguenza, sui nostri clienti. Ben vengano, quindi, ricerca e sviluppo in questa direzione. Dal punto di vista puramente sportivo, però, questo ha rappresentato anche un aiuto ai piloti. E qui il talento, o comunque la differenza che Valentino poteva fare grazie alla sua abilità, alla sua esperienza è venuta meno. Apro una piccola parentesi: ecco perché era importante vincere nel 2008, per dimostrare che comunque, nonostante tutto, lui era ancora il pilota più forte. Talvolta Valentino ha espresso il desiderio che questi aiuti diminuissero affinché il talento e l’abilità del pilota, la sua esperienza, venissero esaltate maggiormente. Credo sia lecito, dal suo punto di vista, cioè dal punto di vista del pilota, ragionare così. E anch’io, da un punto di vista puramente sportivo e “romantico”, vorrei vedere meno aiuti e più piloti che se la giocano sfruttando solo ed esclusivamente il loro talento. Pensando anche ai nostri clienti e a chi poi userà le moto in strada è corretto che si faccia ricerca e che quindi si sviluppi l’assistenza al pilota. Sarebbe bello trovare un compromesso, ma credo che tutto sommato le gare siano ancora molto spettacolari. Lo saranno anche il prossimo anno, appunto, con molti piloti che lotteranno per la vittoria e con i migliori sempre là davanti.

Cosa pensi del desiderio di Valentino di disputare la gara del Campionato Superbike in Qatar? Pensi che sarebbe stato in grado di vincere?

Eravamo tutti molto eccitati all’idea di poter correre una gara Superbike, perché Valentino ci ha un po’ influenzato, ci ha contagiato con il suo desiderio di sfida e di ricerca di cose nuove. L’idea di andare in Qatar e sfidare i piloti Superbike era molto eccitante, ma l’avremmo fatta con grande rispetto, davvero, e soprattutto con tanta voglia di divertirsi, perchè questo era lo spirito. Il campionato di Valentino è la MotoGP e sarebbe andato in Superbike per confrontarsi con i piloti, visto che li segue sempre e ne conosce il valore.
Purtroppo non è stato possibile perchè Yamaha sta mettendo in pista la nuova R1 e non ci sono ancora molti ricambi. Per ragioni tecniche non è stato possibile allestire la moto per Valentino. Considerando poi che stiamo parlando di Valentino Rossi, volevamo fare le cose per bene. Non potendo fare le cose per bene abbiamo deciso, con grande dispiacere, di cancellare il progetto, per il momento. Non è detto che non si rispolveri l’idea in futuro.
Credo che Valentino avrebbe potuto essere competitivo, ovviamente, ma non saremmo andati con lo spirito di vincere la gara. Certo, saremmo andati con lo spirito di dare il massimo e di vedere quanto saremmo stati competitivi in una gara unica. Sarebbe stato molto interessante, una “sfida d’altri tempi” che spero si possa realizzare in futuro. Io continuo a sognarla.



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