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MOTO GP/ Le pagelle di Barcellona: Rossi 10più sorpasso storico, Simon (125) prende 3 con un finale fantozziano

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Le pagelle di Barcellona

 

Valentino Rossi 10 (ma non basta)

 

Non basta, perché quando alla bandiera a scacchi mancava poco meno di un giro e un tentativo di sorpasso ai danni di Lorenzo era andato a vuoto, per tutti il gran premio era finito lì. Non ci sono più possibilità per passare, Lorenzo ha dato la paga ancora a Valentino… Ma trattandosi di Rossi, mai dire mai: lui ci prova lo stesso, in un punto dove di sorpassi di solito non se ne vedono (ma ora dovremo dire che non se ne vedevano mai), tanto da lasciare il povero Lorenzo annichilito. Già il campione ci aveva deliziato con una staccata da brividi all’esterno in fondo al rettilineo, ma IL SORPASSO, è stato da cineteca. Roba da Rossi, insomma. Il re, anzi l’imperatore, è tornato.

 

Jorge Lorenzo 10 -

 

Nel giorno in cui Stoner un po’ si perde, ci pensa lui a prendere il testimone di anti Valentino. Risponde colpo su colpo agli attacchi del campione del mondo, non molla neanche quando Valentino tenta di andarsene e a poche curve dal termine, sembra quasi fatta. Vincere il gran premio di casa è sempre una cosa speciale… Valentino, però, gli rovina la festa ma gli rende anche gli onori. “Un Lorenzo così sarà difficile batterlo un’altra volta”. Il futuro in casa Yamaha, dopo Valentino, è targato Lorenzo.

 

Casey Stoner 8,5

 

Non era a posto con la moto, e solo il suo carattere gli aveva permesso di agguantare la prima fila in qualifica. In gara resiste per alcuni giri, poi deve mollare i due della Yamaha letteralmente scatenati. Ci si mette anche un problema allo stomaco a tormentarlo. Resiste alla rimonta di Dovizioso e sale sul gradino più basso del podio che gli permette di mantenere la testa del mondiale se pure in comproprietà. Uno Stoner e una Ducati, comunque, sottotono: non saranno stati per caso gli aggiornamenti voluti dalla casa bolognese per rendere la Ducati più docile a rendere a Stoner la vita difficile?

 

Andrea Dovizioso 8

 

Ancora una volta ai piedi del podio, per un soffio, come al Mugello. In compenso arriva il sorpasso in classifica ai danni del compagno di squadra Pedrosa. La confidenza con la Honda cresce, il podio è solo questione di tempo. Per la vittoria sarà un po’ più dura.

 

Loris Capirossi 8

 

Sembrava che Barcellona dovesse essere una tappa da dimenticare in fretta, nonostante gli aggiornamenti tecnici giunti dal Giappone per la sua Suzuki: undicesimo tempo in qualifica a 1”3 da Lorenzo. Ma Loris è un altro animale da pista e quando è il momento tira fuori gli artigli e agguanta un quinto posto che vale oro.

 

Dani Pedrosa 7

 

Sette perché non si arrende neanche di fronte ai guai fisici che lo costringono a veri e propri calvari per poter correre. Il risultato, però, dice che ora i punti di distacco dai tre la in alto sono diventati quasi 40 e che in classifica, davanti a lui ci si è messo anche Dovizioso che guida la sua stessa moto. Un'altra stagione, per il povero Pedrosa, che si preannuncia fallimentare.

 

Toni Elias 4

 

In qualifica sembra dar segni di risveglio agguantando un bel 5° tempo che gli vale la seconda fila. In gara si stende come una pelle d’asino, mandando in frantumi i sogni di gloria cullati il sabato notte. Ora lo aspettano gli incubi di un Gresini su tutte le furie.

 

Mikka Kallio 6,5

 

Con la sua Ducati Pramac entra nella top ten conquistando un bel 9° posto davanti ad Hayden (5) con la Ducati ufficiale e a Vermulen (4) con la Suzuki sempre ufficiale. Una bella iniezione di fiducia ci voleva proprio per il giovane finlandese che sembra gradire le innovazioni tecniche fornite dalla Ducati.

 

James Toseland 4

 

Il suo compagno Edwards (6,5) chiude al settimo posto, lui non fa meglio del tredicesimo, davanti a Melandri (4,5) mai in palla in questo week end e dietro a De Angelis (5). Il pianista continua a steccare.

 

Jiulian Simon (125) 3

 

Quando passa per primo sul traguardo esulta come pochi… Peccato che la bandiera a scacchi non sia stata esposta e che alla fine della gara manchi ancora un giro. Dal box si sbracciano per fargli guardare il cartello che porta un bel -1, ma lui niente. Morale? Ne approfittano l’italiano Iannone che va a vincere e pure Terol e Gadea che salgono sul podio. Della serie suicidio (quasi) perfetto. Quasi perché, nonostante tutto, lo sciagurato spagnolo agguanta la testa della classifica iridata.

 

(Maurizio Saporiti)



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