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MOTO GP/ Le pagelle di Brno: Valentino Rossi da 10, Lorenzo merita 4

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Valentino Rossi, 10

Gara perfetta, alla sua maniera. Sa di non essere veloce quanto Lorenzo, quindi si affida alla strategia, parte forte e imprime il ritmo alla gara. Non sbaglia nulla e, quando Lorenzo lo passa, non molla di un millimetro, lo marca stretto e lo porta all’errore. Vince nel momento meno favorevole e mette una bella ipoteca sul suo nono titolo mondiale. Una marcia da vero carro armato. Alla fine, insomma, dimostra perché è ancora lui il leader del Mondiale.

 

Jorge Lorenzo, 4

Era il momento di dimostrare di essere cresciuto, anche di testa, il suo punto debole. Ma al dunque getta tutto alle ortiche con una tattica suicida. Fa tutto bene nelle libere, mostrando un passo che nessun altro, Rossi compreso, riesce a tenere. In gara rovina tutto, ostinandosi a contrastare Rossi sul suo stesso terreno: quello della determinazione. Ha troppa fretta di dimostrare il suo valore e mentre Rossi lo fa passare, lui non fa lo stesso col pesarese, finendo miseramente la sua gara a gambe all’aria. La lezione di Donington non è servita a nulla. Il tempo, si spera, è comunque dalla sua parte.

 

Dani Pedrosa, 8

Con la sua Honda fa quello che può, rendendosi subito conto che contro le Yamaha a Brno c’è poco da fare. La caduta di Lorenzo gli spiana la strada al secondo posto. Lui, ha differenza del maiorchino, ha imparato alla perfezione quando è il momento di rischiare e quando no.

 

Toni Elias, 8

Al momento senza squadra, sfodera la miglior prestazione della stagione con la sua Honda factory e regala alla sua ormai ex squadra un podio a lungo aspettato. Ingaggia un bel duello con Dovizioso che alla fine lo vede prevalere. Unico appunto: sfodera gli artigli solo quando gli frana il terreno sotto i piedi.

 

Andrea Dovizioso, 7,5

Dopo la vittoria a Donington, torna con i piedi per terra, prendendosi un bel quarto posto che è il massimo a cui poter aspirare. Forse con un pizzico in più di grinta, avrebbe potuto regalarsi un altro podio. Ma può andare bene anche così.

 

Loris Capirossi 7

Qualche piccolo aggiornamento sulla sua Suzuki fanno tornare il sorriso al buon Loris. Veloce per tutto il week-end, il quinto posto in gara lo ripaga della delusione di Donington. Per tutta la gara tiene il ritmo delle due Honda di Elias e Dovizioso. A un passo dalla riconferma in Suzuki, Capirex aspetta ansioso ulteriori aggiornamenti tecnici per chiudere in crescendo una stagione finora sottotono. Non per quanto riguarda l’impegno. Stessa cosa non si può dire del compagno di squadra Vermulen (5) che ha chiuso in undicesima posizione.

 

Colin Edwards 5,5

Dopo il risveglio di Donington con podio annesso, un’altra gara passata nel dormiveglia: mai un acuto o uno spunto da regalare allo spettacolo. Il texano ripiomba nel torpore al quale ci aveva abituato.

 

Mikka Kallio, 4 

Al suo debutto sulla moto che fu di un certo Casey Stoner e che speriamo presto lo diventi di nuovo, rovina tutto centrando in pieno un povero e incolpevole Melandri (6) con cui stava lottando per l’ottava posizione. Il povero Kallio ha cercato in tutti i modi di non far rimpiangere troppo l’australiano e nelle libere si era concesso pure il lusso di stare davanti al suo più quotato compagno di squadra Hayden (5,5). La gara ci ha mostrato gli ancora evidenti limiti del giovane finlandese.

 

Michel Fabrizio s.v.

La sua gara dura pochi giri, poi si arrende ad un fastidio all’avanbraccio. Non lascia traccia del suo breve passaggio in Moto GP. Forse ha ragione lui: la Superbike ancora per qualche stagione per ritrovare se stesso



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