BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FORMULA 1/ Flavio Briatore radiato, giustizia è fatta! Ma sarà vero?

Pubblicazione:

briatore_R375x255_15set09.jpg

La sentenza di ieri ci lascia un po’ perplessi, e dire un po’ è un eufemismo. Perché, diciamola tutta, era già scritta o appariva tale. E trasudava vendetta. Tutti gli addetti ai lavori lo dicevano: la Renault la passerà (quasi) liscia, Piquet ed Alonso idem, Briatore no. E così fu.

 

E aveva un solo scopo, questa sentenza: far fuori proprio Briatore, come voleva Mosley. Senza prove, ma solo con delle dichiarazioni e per di più fatte dalle parti coinvolte. In un mondo come quello della formula 1, iper tecnologico, con batterie di uomini e computer ad analizzare una quantità industriale di dati, la sola certezza che ha contribuito ad emettere una sentenza sono state, principalmente, le dichiarazioni della famiglia Piquet. E quelle della Renault smaccatamente orientate a passarla liscia: e l’unico modo per farlo era ammettere tutto, vero o non vero che fosse.

 

Telemetria, comunicazioni tra pilota e muretto via radio: sono serviti per tirare le orecchie ad Hamilton (ve la ricordate la storia con Trulli?) ma qui neanche l’ombra. Sono bastate le dichiarazioni di quello stesso Piquet Jr. che definiva, dopo il suo licenziamento, Briatore un “ignorante” per emettere un verdetto.

 

Se le cose sono andate come dice il pilota brasiliano, la FIA, prove alla mano, doveva intervenire energicamente, (perché il fatto, comunque, è di quelli gravi) ma non nei confronti del solo Briatore e del povero Symonds. Ma anche con Piquet, reo, innanzitutto di aver accettato una simile idiozia, poi di aver “cantato” solo dopo essere stato appiedato e della stessa Renault e magari, perché no, con lo stesso Alonso. E se la stessa FIA, già lo scorso anno, era al corrente delle voci che sussurravano che a Singapore, nel 2008, le cose erano andate in un certo modo, doveva muoversi prima.

 

Ora, dopo la spy-story che vide coinvolte McLaren e Ferrari, le recenti vicende regolamentari legate ai diffusori e lo scontro tra FIA e Fota, questa ennesima brutta figura rischia far apparire definitivamente la F1 come un gioco, come una sorta di fiction televisiva, dove si vince e si perde a turno, dove tutti hanno una parte e dove il copione è già stato scritto da altri prima ancora di dare il via alle gare. Con la sola differenza che le fiction, quelle vere, almeno sono fatte bene, ti appassionano e nessuno rischia nulla, qui no (vedi l’incidente capitato a Massa).

 

Ma un’altra cosa ci lascia alquanto perplessi: l’inaudita violenza della sanzione a Briatore: perché la FIA, non solo non si è accontentata di radiare l’ex manager del team francese da qualsiasi attività legata alla F1, ma gli ha tolto pure la possibilità di gestire, come manager, piloti impegnati in gare ufficiali (sotto contratto con Briatore c’è anche Fernando Alonso, oltre a Webber e Kovalainen). La FIA in questo senso è stata chiara: coloro che mantenessero dei rapporti con lui si vedrebbero revocata la superlicenza.

 

Max Mosley, quindi, si è preso la sua bella soddisfazione, Bernie Ecclestone si è tolto dai piedi un personaggio ingombrante che poteva nuocere ai suoi interessi, la Renault, con un po’ di vergogna ne è uscita integra tanto quanto Piquet, che ha goduto dell’immunità come si conviene a un buon “pentito”. E la F1? Verrebbe da dire: e chissenefrega!

 

(Maurizio Saporiti)



© Riproduzione Riservata.