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Ferrari/Da 1 a 282: alle origini della numerazione dei telai

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Felipe Massa ha fatto debuttare in pista questa mattina a Jerez de la Frontera il telaio numero 282, secondo esemplare della F10. Di solito, le squadre di Formula 1 identificano con un numero progressivo i telai di ogni singolo modello delle monoposto schierate in pista durante la stagione, iniziando una nuova serie l’anno successivo. La Scuderia Ferrari ha seguito questo metodo per i primi vent’anni di partecipazione al Campionato del Mondo ma ha poi scelto una strada diversa, preferendo identificare con un numero progressivo i telai senza interrompere la serie alla fine della vita del modello.

Questa tradizione è iniziata nel 1970, con la 312 B. Il telaio numero 1 disputò sette gare, di cui una nel 1971, sempre affidato al belga Jacky Ickx tranne in un’occasione (Germania 1970), in cui a guidarla fu lo svizzero Clay Regazzoni. Il bilancio fu di una vittoria nel Gran Premio d’Austria (Österreichring, 18 agosto) e un terzo in quello d’Olanda a Zandvoort il 21 giugno dello stesso anno. In tutti e due i Gran Premi in cui riuscì a salire sul podio, Ickx ottenne anche il miglior tempo in gara mentre in mezzo a queste due corse ci fu anche la pole position nel Gran Premio di Francia a Clermont-Ferrand il 4 luglio, sempre ottenuta dal pilota belga.



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