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Motori

MERCATO AUTO/ Acea: aprire al Giappone significa rischiare 70mila posti di lavoro

Un operaio disperato (Foto: Infophoto)Un operaio disperato (Foto: Infophoto)

La prima deve fare in modo che i veicoli prodotti e omologati in Europa siano accettati in Giappone senza ulteriori prove o modifiche. L’altra riguarda le auto di piccole dimensioni costruite nel Vecchio Continente, alle quali offrire la possibilità di competere ad armi pari con le giapponesi “kei-car”, vetture molto diffuse, che godono di benefici fiscali e di altro tipo sul mercato interno. 
L’Acea invita la Commissione europea, il Parlamento europeo e gli Stati membri a seguire i progressi dei negoziati nei prossimi mesi ed eventualmente intervenire per interromperli nel caso in cui i risultati portassero in una direzione opposta rispetto agli obiettivi fissati nel mandato.

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