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MERCATO AUTO/ Accordo Ue-Giappone, un “harakiri” per l’Europa

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Un altro aspetto rilevante sottolineato da Quagliano è che questo accordo non è sostenuto dai Paesi europei che presentano un forte mercato auto, ma da quelli che di fatto «non hanno alcuna industria automobilistica sul loro territorio o che comunque rappresentano realtà sotto questo punto di vista assolutamente insignificanti». Proprio per questo motivo, dunque, tali Paesi sono di fatto indifferenti di fronte alla possibilità di dare una opportunità del genere al Giappone e «probabilmente intendono portare avanti questo accordo perché pensano di poter ricavare maggiori opportunità per i propri cittadini, senza però accorgersi di quanto questo andrà a pesare su tutti coloro che in Europa producono automobili».

Quanto vissuto nel 2011 a seguito dell’intesa con la Corea del Sud non sembra aver insegnato molto all’Unione europea. Però, come spiega ancora Quagliano, «c’è una sostanziale differenza: se la Corea è un grande produttore di automobili, il Giappone è un enorme produttore. Per questo motivo, quindi, il peso del Giappone si farà sicuramente sentire molto di più».

 

(Claudio Perlini)    



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