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FIAT/ Polo del lusso, l’ultima chance di Marchionne per salvare l’auto italiana

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Marchionne ha aperto Pomigliano, Melfi e, ora, Grugliasco. Entro Pasqua Mirafiori (che sarà impegnato con Grugliasco nella fabbricazione dei modelli di gamma più alta): sarebbe un kamikaze se non rispettasse la parola data. Si giocherebbe tutta la credibilità se lasciasse il Paese dopo aver fatto tanto per salvare il gruppo e per creare un azienda di portata mondiale. Sappiamo che il suo unico problema consiste nella crisi e nell’utilizzo adeguato degli stabilimenti. Significa che ora non può sbagliare. Credo, da questo punto di vista, che si possa essere ottimisti. Il Made in Italy automobilistici ha enormi potenzialità in termini di design e know how dei motori. Siamo all’avanguardia e si spera che, prima o poi, la crisi si attenui e la gente riprenda e comprare auto. Resta il fatto che il 2013 sarà un altro anno estremamene difficile e gliocchi sono puntati sull’azione del prossimo esecutivo.

Cosa può fare?

Il vicepresidente della commissione europea sta contrattando un piano che aiuti le aziende del settore senza mandare a casa dei lavoratori. Occorre, in tal senso, un’accelerazione. Deve essere l’Europa a cercare di salvare la propria industria automobilistica. 

 

(Paolo Nessi)



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