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ALFA ROMEO/ La tentazione di Audi che conviene all’Italia, ma non a Marchionne

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Per quanto la cessione di Alfa possa consentire a Fiat un incasso da capogiro e la desiderata riduzione di capacità produttiva in Italia, Marchionne non sembra però intenzionato a premere il grilletto sulla cessione. I motivi che normalmente spiegano questa decisione sono che la vendita di Alfa sarebbe difficilmente sostenibile in termine di immagine e nei rapporti coi sindacati. È molto più probabile però che i motivi siano di natura industriale e, soprattutto, competitiva. Con la cessione di Alfa a un gruppo come Volkswagen, Fiat creerebbe un concorrente assai temibile anche in Italia e in Europa; molto meglio tenersi il marchio, anche se del tutto depotenziato, piuttosto che questa eventualità.

Nella genesi di un rumour che ormai si presenta puntuale da almento tre anni, nonostante le smentite, concorrono quindi una serie di considerazioni di buon senso: l’esigenza di cassa di Fiat per completare l’acqusizione di Chrysler, un marchio con grandi potenzialità ma sottoutilizzato e infine la volontà del gruppo Volkswagen, ben testimoniata dalla recente acquisizione di Ducati, di aggiungere al proprio portafoglio un marchio che possa essere sportivo e premium insieme con quello tocco italiano che non solo non guasta, ma che conferisce al tutto un fascino particolare.

La cessione di Magneti Marelli potrebbe però consentire al gruppo Fiat di raggiungere comunque l’obiettivo Chrysler, ma, evidentemente, non avrebbe lo stesso impatto dirompente sul mercato. Rimane sullo sfondo però un’altra questione non secondaria. L’“altra questione” è l’interesse industriale dell’Italia. Se Audi/Volkswagen garantisse il pieno utilizzo di un impianto, magari in una regione dall’economia particolarmente depressa, in un settore che ancora oggi impiega uomini a migliaia e magari una presenza in termini di ricerca e sviluppo (il design?), l’interesse industriale dell’Italia sarebbe evidente. Se qualcuno si facesse carico di questo interesse, sindacati, politici, informazione, si potrebbe immaginare un futuro migliore per Alfa a tutto vantaggio dell’Italia.

Fiat vuole con tutte le forze Chrysler, la quotazione a New york come mercato primario, e sta facendo fare gli investimenti alla stessa Chrysler. Tra Audi/Volkswagen e Fiat qual è il gruppo “italiano”, a parte una tradizione ormai passata? Probabilmente nessuno dei due e quindi la valutazione si dovrebbe spostare su un piano molto più pratico dove le domande giuste sono quelle su chi investe di più e meglio sul suolo italiano.



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COMMENTI
29/03/2013 - commento (francesco taddei)

P.S. al contrario di marchionne che il nuovo Duetto Alfa Romeo la va a produrre in giappone con i pezzi della mazda!

 
29/03/2013 - commento (francesco taddei)

sono d'accordo con le conclusioni, conta che chi ha il marchio alfa utilizzi le risorse(stabilimenti,mano d'opera,ingenieri e progettisti)italiane. magneti marelli se venduta sarebbe resa incapace di fare concorrenza alla bosch.