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FIAT SCAPPA DALL'ITALIA/ Che c'è di male se va in Inghilterra?

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Sergio Marchionne (Foto: Infophoto)  Sergio Marchionne (Foto: Infophoto)
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Che senso avrebbe, considerato che l’obiettivo di qualunque impresa è il guadagno, non sovvenzionare uno Stato? Certo, considerando che Fiat è nata in Italia, ci si aspetta che italiana lo rimanga. Ma italiana, ormai, Fiat non lo è più. 
Come tante altre aziende, magari non così celebri né così mastodontiche, oppressa da un sistema per troppi aspetti ormai insostenibile, ha preso il volo. E forse il dito accusatore, anziché a Torino, bisognerebbe puntarlo un po’ più a sud. Dove nessuno si è mai chiesto perché nessuna grande azienda multinazionale decide di venire a investire in Italia creando posti di lavoro. Dove le tasse sulle imprese sono quasi il doppio rispetto alla maggior parte degli Stati vicini. Dove anche le piccole e medie imprese spostano non solo la sede, ma anche produzioni e operai in Austria o in Svizzera. Chissà se la Fiom e il suo segretario Maurizio Landini si sono mai chiesti il perché.



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COMMENTI
23/05/2013 - commento (francesco taddei)

c'è di male che il patrimonio italiano non viene valorizzato e i giornalisti che tifano per questo fanno il male degli italiani. ecco che c'è.