BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FIAT/ I 7 miliardi che portano Marchionne sempre più lontano dall’Italia

Pubblicazione:

Sergio Marchionne (Infophoto)  Sergio Marchionne (Infophoto)

Non credo che ci sarà mai uno smantellamento totale. Tuttavia, la parte più consistente dell’azienda sarà spostata all’estero. D’altro canto, già adesso, la somma delle realtà Fiat presenti in Brasile, Usa, Polonia e Serbia supera di gran lunga la presenza italiana.

 

Il trend si può invertire?

Possiamo sperare in una regolamentazione condivisa a livello europeo favorevole alle esportazioni, o nell’uscita dalla crisi. Tuttavia, per il momento, i segnali in questa direzione sono decisamente deboli. Dubito, in sostanza, che nel breve-medio termine la situazione cambi. Temo, invece, che siamo di fronte a una delle tante partite che abbiamo perso. Rientra in una deriva inarrestabile. Basti pensare che stiamo vendendo Telecom ai cinesi.

 

Sarebbe sostenibile, a livello occupazione, un modello in cui la produzione e la vendita di automobili fossero spostate all’estero, mantenendo in Italia la progettazione e l’innovazione tecnologia?

La progettazione dei modelli, salvo quelli targati Chrysler, già adesso viene effettuata prevalentemente a Torino. Se ci si limitasse a questo, i livelli occupazionali scenderebbe in maniera drammatica. Quel che dà lavoro nelle industrie automobilistiche, infatti, è l’intera catena produttiva. 

 

Il Brasile, grazie a Marchionne, diventerà economicamente ancora più importante. Questo potrebbe danneggiarci?

Non direi. Si tratta di due paesi indipendenti e di due economie che non sono collegate tra di loro. 

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.