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SPILLO/ Se la generazione Y preferisce lo smartphone all’automobile

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Certo, anche l'inasprimento delle regole per i neopatentati ha avuto un effetto disincentivante su questo gruppo sociale, ma più di tutto ha pesato il modo in cui vive la Generazione Y. In un'analisi condotta da Zipcar risulta che il 35% dei giovani tra i 18 e i 34 anni ritiene la perdita del computer la peggior sventura che possa capitare, seguita da quella dello smartphone (30%) e da ultima quella dell'automobile (28%). La stessa domanda posta ai "Baby boomers" (nati tra il 1946 e il 1964) porta a risultati rovesciati: il 50% ritiene la perdita della propria automobile la peggior disgrazia che possa accadere. Ancora più significativo il dato sui "car enthusiast". Solo il 15% della Generazione Y, contro il 30% dei Baby Boomers.

Del resto i "Millenials", come accennavamo in precedenza, adora viaggiare, ma in un altro modo. Intanto questa generazione è dedita a Internet al 95%, contro il 52% degli americani over 65. Inoltre, il social networking è diventato per loro altrettanto importante degli incontri personali. Questo si traduce in un'esigenza di mobilità ridotta o diversa, rispetto ai giovani di qualche anno fa, sia per lavoro che per piacere: teleconferenze, videoconferenze, e-learning, telelavoro, Skype, Facebook e Twitter (solo per citarne alcuni) hanno ridotto le distanze e consentono di fare dal proprio tablet o smartphone quello che prima richiedeva uno spostamento e il raggiungimento della casa di un amico, della fidanzata, di un luogo di lavoro, della sede di una riunione. Viaggiano, ma in rete.

La tecnologia li aiuta anche in un altro senso. Le App hanno reso bike sharing, car sharing e trasporto pubblico molto più appetibili. Grazie alle applicazioni, infatti, si hanno informazioni aggiornate in tempo reale che consentono di verificare orari di treni, tram e bus e di ottimizzare i viaggi in modo ideale. Tutto questo, ovviamente, avrà sempre più un impatto anche sulla politica dei trasporti dei Paesi in termini di diminuzione della congestione del traffico, minore dipendenza dal petrolio, calo delle emissioni e dell'inquinamento, riduzione delle esigenze di manutenzione delle strade, potenziamento dei servizi di trasporto pubblico o alternativi (biciclette, percorsi pedonali, eccetera).

Resta una domanda. Quale sarà la mobilità di domani? Difficile dare una risposta definitiva. Quello che è chiaro è che le istituzioni devono tenere conto delle esigenze della Generazione Y e che il futuro sarà diverso dal passato. Ecco perché le Case automobilistiche più orientate al futuro, da qualche anno parlano di mobilità sostenibile e di integrazione tra i vari attori presenti nel mondo della mobilità, con grande attenzione alla connettività di bordo. Prepariamoci a un mondo sempre più interconnesso. Il tempo del cambiamento è adesso.



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