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FCA/ Le quattro sfide per Marchionne dopo la quotazione a Wall Street

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Marchionne ed Elkann alla chiusura di Wall Street  Marchionne ed Elkann alla chiusura di Wall Street

Il secondo obiettivo di Marchionne deve essere quello di investire in nuovi prodotti. Mercedes, Bmw e Volkswagen ne sfornano quasi uno al mese per riuscire a infilarsi in ogni nicchia di mercato e offrire ai clienti automobili sempre all’avanguardia. Questo significa investire una marea di soldi, ma se non si resta al passo si cade. Il terzo obiettivo è aprire nuovi mercati. Fca vende in pochi paesi d’Europa, nel Nord America e in Brasile. Altrove, dove c’è, ha percentuali da prefisso telefonico. E non parlo solo della Cina, dove la situazione è complicata da una serie di joint venture fallimentari: ci sono decine di mercati importanti come alcuni paesi africani, la Russia, l’India, l’Indonesia, la Tailandia da esplorare e conquistare con i prodotti giusti. Magari quelli di Chrysler visto che quelli di Fiat non hanno funzionato. Gli altri costruttori ci sono già e questo renderà l’impresa non facile.

Il quarto obiettivo è quello di trovare un partner che sia in grado di aprire le porte dell’Oriente a Fiat Chrysler Automobiles che da quelle parti fa una fatica immane. Ma non basterebbe una semplice partnership commerciale o industriale come quella messa in campo adesso con Madza. Per diventare una delle protagoniste del mercato automobilistico mondiale Marchionne deve riuscire a fondere Fca con un’azienda come Suzuki. Un’operazione del genere creerebbe sinergie di una portata inimmaginabile e un inattaccabile gigante mondiale. Che un progetto del genere sia nel cassetto di Marchionne ne siamo certi. Abbiamo molti dubbi sul fatto che sia realizzabile.



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