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GT/ Né station vagon, né due volumi: il nuovo stile di BMW

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Logo BMW (infophoto)  Logo BMW (infophoto)

Non è una station vagon e non è una due volumi. Bmw ha deciso di chiamarla GT, ma, anche senza citare Shakespeare, avrebbe potuto chiamarla in mille altri modi perché, mai come in questo caso, la forma diventa sostanza. Il tetto nella parte posteriore degrada dolcemente offrendo una nuova, destabilizzante, linea stilistica, che può far innamorare o essere rifiutata, ma che è l’essenza del modello.

Non ne vedrete molte in giro perché In Europa e in Italia gli automobilisti si sono divisi in due categorie: quelli tradizionali che scelgono la tre volumi e quelli che pensano di aver bisogno di spazio di carico e preferiscono la due volumi. Da noi la GT sembra non essere uno strano ibrido senza nessuna connotazione elettrica. Ma il giudizio è frutto della nostra tradizione e cozza contro quello degli altri Paesi. In Cina, ad esempio, nessuno vuole sentir parlare di station vagon, specie se si sta trattando di auto di prestigio. «Se ho bisogno di trasportare qualcosa di ingombrante, chiamo un camioncino o un triciclo con un cassone. Lo faranno loro», pensa la nuova classe media delle nuove megalopoli orientali. E forse non hanno tutti i torti. L’auto che guidano deve essere un’altra cosa.

La GT diventa automaticamente l’unica concorrente delle tradizionali due volumi. Diventa un modo per distinguersi, per cambiare. Sia che si scelga una Serie 3, sia che si preferisca, e ci si possa permettere, una Serie 5. Noi abbiamo provato il modello più piccolo, la 320 con una motorizzazione diesel. E non c’è niente da dire. Tutto quello che immaginate debba avere un’auto da oltre 40 mila euro, sia in termini di prestazione che di accessori, c’è. E in abbondanza. Gli interni delle Bmw, poi, sono come le camere dei grandi alberghi frequentate da chi, per lavoro, ha sempre la valigia in mano: pratici, eleganti e, soprattutto, sempre uguali a se stessi, tranquilizzanti, riconoscibilissimi al di là del modello. Si chiama family feeling, ed è uno dei tanti particolari che sembrano buttati lì e che, invece, sono studiati quasi con maniacalità dagli ingegneri bavaresi. Il suono delle frecce, l’inclinazione dello schermo del navigatore, la distanza della leva del cambio dal sedile del guidatore sono solo alcuni esempi degli elementi, all’apparenza banali, ma che sono frutto di studi, prove, riunioni. E l'elenco potrebbe continuare all’infinito. Il risultato è una coerenza funzionale ed estetica.

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