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HYBRID STYLE/ Vantaggi e modelli della trazione ibrida

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Nel frattempo, le case automobilistiche non stanno ferme. Un po’ perché la propulsione ibrida potrebbe essere un modo per convincere gli automobilisti a cambiare auto, dando fiato a un mercato ridotto al lumicino. E un po’ perché modelli di questo genere possono ridurre, almeno virtualmente, le emissioni medie dell’intera gamma venduta da ogni costruttore, che è uno dei parametri che Bruxelles tiene sotto controllo.

Nei saloni dell’auto in giro per il mondo è un fiorire di show car che si fregiano della sigla Hybrid. Persino Rolls Royce e Bentley ne hanno una. La prima studierà sul proprio modello d’entrata - la Ghost, che alla faccia dell’appartenenza alla categoria dell’entry level costa già la bellezza di 260 mila euro - cosa potrebbe dare in più un motore elettrico in più, la seconda porterà sul mercato un nuovo Suv che tra le motorizzazioni disponibili ne avrà anche una ibrida che potrebbe avere 640 cavalli e arrivare a consumare 5 litri di benzina per 100 chilometri. Anche Porsche ha in produzione una Panamera con un motore elettrico supplementare e vende già da molto tempo un Cayenne - l’auto più odiata dagli ambientalisti - che si fregia della scritta Hybrid. Qualcosa di simile ha studiato anche Ferrari, che ha un paio di modelli che utilizzano un kern derivato dalla Formula uno per dare maggiore accelerazione e ridurre i consumi e le emissioni. «Il problema» ha spiegato l’amministratore delegato Amedeo Felisa «era che non potevamo appesantire la macchina. Il sistema ibrida vale circa un centinaio di chili e quindi abbiamo limato il peso degli altri componenti usando materiali più leggeri. Volevamo soprattutto migliorare le prestazioni. Le riduzioni di consumi e di emissioni sono importanti ma non fondamentali».

A parte le supercar, sono già pronte e disponibili nei concessionari alcune delle auto più diffuse del segmento premium: Bmw, Mercedes e Audi hanno già a listino i loro modelli di punta con una trazione ibrida. La prima ha presentato la ActiveHybrid 5, la seconda una classe E e la terza una A6. Stesso segmento premium, con tre visioni diverse della medesima filosofia. A Monaco, infatti, la Bmw ha scelto di accoppiare il motore elettrico a un V6 biturbo a benzina da tre litri. I due propulsori possono lavorare contemporaneamente o singolarmente, perché  in base alle informazioni del navigatore (condizioni della strada, traffico e velocità media), l’elettronica imposta i parametri di combustione e del sistema ibrido alla massima efficienza. L’Audi, invece, è meno sportiva e più tranquilla, ma solo perché il modello ibrido ha un motore da “appena” due litri. Mercedes, invece, ha deciso di sommare all’elettrico i bassi valori di consumo ed emissioni di un motore a gasolio: la Classe E ibrida diesel fa in media quasi 25 chilometri con un litro ed emette solo 109 grammi di CO2 per chilometro. Valori che solo pochi anni erano una chimera per automobili così grandi e potenti.

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