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HYBRID STYLE/ Vantaggi e modelli della trazione ibrida

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Ibrido: né carne, né pesce. O entrambe le cose. Il Devoto Oli definisce il sostantivo come un individuo, animale o vegetale proveniente da un incrocio da genitori che appartengono a razze o specie diverse. Un sinonimo, sempre secondo il dizionario, di bastardo. Nessun riferimento al mondo delle quattro ruote, eppure è proprio in questa realtà che la parola «ibrido» comincia a circolare e a diventare nota. Esistono, e hanno grande diffusione, i motori termici che funzionano con i derivati del petrolio come gasolio, benzina o gpl. Ed esistono i propulsori elettrici che hanno, almeno per il momento, più limiti che fortuna commerciale, dato che dipendono dalla carica che dà loro una batteria. Se un’automobile li ha e li usa entrambi per spostarsi è un veicolo con una trazione ibrida.  Una specie che ha cessato di essere la proverbiale mosca bianca nel mare magnum delle immatricolazioni. In Italia nei primi 4 mesi del 2014 ne sono state vendute poco meno di 5 mila e in tutto il 2013 solo 15 mila. Il dato è però in crescita, anche perché fino a non molto tempo fa erano noti soltanto modelli di dubbia valenza estetica partoriti da costruttori asiatici. Infatti avevano grande fortuna soprattutto tra i tassisti. Adesso, invece, le auto ibride sono diventate il fiore all’occhiello delle marche premium, che ne stanno sfornando molti nell’ultimo periodo. Ma quali sono i vantaggi di un motore ibrido? I tecnici magnificheranno i risparmi in termini di consumi di carburante di origine fossile e quindi le ridotte emissioni di elementi inquinanti. E se consideriamo il ciclo urbano combinato, che per inciso non esiste in natura, ma è solo frutto della cervellotica burocrazia europea, si può anche dar loro ragione. In verità nei percorsi normali, quelli quotidiani di città, tra code e semafori, quando il piede sul pedale deve giocoforza restar leggero, è vero che i motori ibridi, a parità di cilindrata, consumano meno dei motori cosiddetti “termici”. Il primato si ribalta immediatamente, però, appena si esce dalle mura cittadine, nei percorsi extraurbani: qui si fa sentire il peso delle batterie supplementari e del doppio motore. E quindi? Il vero vantaggio è quello di poter guidare un’automobile tecnologicamente avanzata ed «ecologica». E non tanto per una questione di rispetto dell’ambiente: il vero vantaggio delle ibride è che nella maggior parte dei casi sono esentate dal pagamento della congestion charge e possono circolare, quasi sempre, nei giorni di blocco del traffico. Non è poca cosa, o meglio, non  lo sarebbe se i comuni italiani avessero regole condivise. Invece, si procede in ordine sparso, con poche idee ma confuse. Il Comune di Milano, per esempio, ha esentato i veicoli ibridi dal pagamento del ticket di entrata in centro città, ma solo fino alla fine dell’anno, quando l’esenzione verrà rivalutata.



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