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IL CASO/ Auto, la “leggenda” sulla Fiat che penalizza l’Italia

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Qualche esempio? La maggior parte delle nuove fabbriche di auto negli Stati Uniti non vengono insediate a Detroit, dove storicamente ha sede l’industria automotive, ma nel Tennessee, famoso soprattutto per la musica country, proprio perché questo Stato concede incentivi maggiori e condizioni contrattuali di lavoro migliori. Quando Fiat ha deciso di costruire un nuovo impianto in Brasile si sono messe in concorrenza, a colpi di denaro e spazi pubblici, il Pernambuco e il Minas Gerais, due Stati in cui c’erano già stabilimenti del Lingotto, e il primo ha vinto un investimento di 2,2 miliardi di euro. Ancora uno? Tutti i più recenti stabilimenti di auto in Germania sono realizzati in quella che era una volta la Ddr. Bmw, Mercedes e Volkswagen non si sono lasciati scappare l’occasione di attingere ai fondi per la riunificazione e hanno scelto le zone in base ad accordi con il potere locale nella più assoluta trasparenza.

L’industria dell’auto porta posti di lavoro, fa nascere un indotto e crea ricchezza. Per questo in tutto il mondo sono disposti a concedere molto pur di averla sul proprio territorio. L’Italia, finora, ha fatto poco o nulla e si vede.



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