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SPY FINANZA/ Volkswagen e il "ricatto" Usa

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Cos'è rimasto di allora? «La fobia tutta yankee per gli NOx, gli ossidi di azoto, additati come nemici dell'umanità. Non fa nulla se un loro parente, l'N2O viene usato nel viagra come stimolante, non fa niente se gli NOx sono composti azotati che la natura si crea da sola con i fulmini per rendere fertile il terreno». Ed ecco la conclusione che immaginavo ma che volevo confermata da un esperto: «E allora perché tanta acidità? Forse la ragione più semplice per spiegare l'attacco talebano dell'americana Epa agli ossidi di azoto è che rappresentano oggi l'unico punto debole del motore diesel, visto che col Fap il particolato è sparito e il vantaggio in termini di CO2 diventa incolmabile, rispetto al motore a benzina. Forse il target dell'Epa non erano gli NOx, ma l'industria motoristica europea specializzata nel diesel». 

Fin qui ciò che non sapevo. Ora ciò che già so e di cui vorrei mettervi a conoscenza, visto che questo caso è enorme e il 90% della stampa se l'è bevuto come volevano che fosse letto dagli americani. Ovvero, che a dispetto delle fanfaronate da bar di Sergio Marchionne, il settore automobilistico Usa, strategico per l'economia del Paese, sta in piedi soltanto grazie al credito al consumo che vede sempre più clientela subprime comprare auto nuove e usate, visto che le piazzole sono strapiene di automobili invendute al netto della produzione da record, classico esempio di saturazione da mal-investment. Quindi, con il mercato cinese che rallenta, occorre giocare sporco per guadagnare le quote di mercato. E colpire Volkswagen, vuol dire non solo colpire il cuore dell'industria tedesca ma anche europea, perché se non lo sapete il 40% della componentistica di quelle automobili è italiana, non crucca. Quindi, quando gioite per i guai della Merkel, state augurando la fame a qualche decina di migliaia di operai italiani. 

Tanto per mettere le cose in prospettiva. La Germania ha prodotto quasi 13 milioni di veicoli nel 2013, il 17% della produzione totale e 21 dei primi 100 fornitori automobilistici al mondo sono tedeschi. Il settore è il più grande del comparto industriale tedesco, con un turnover di 384 miliardi di euro nel 2014, circa il 20% delle entrate totali del Paese e un contributo pari al 3% del Pil. E ancora, il 20% dell'export tedesco è composto da veicoli e loro parti, mentre il mercato di quel Paese rappresenta il 30% di tutte le auto prodotte (5,6 milioni) e il 20% delle immatricolazioni (3,04 milioni). In Germania ci sono 43 impianti di produzione e assemblaggio con una capacità produttiva pari a un terzo di quella dell'intera Europa e ogni cinque macchine circolanti al mondo, una è tedesca. 

Nel 2014, la spesa per ricerca e sviluppo del settore automotive è stata di 17,6 miliardi di euro, equivalente a un terzo della spese totale per ricerca e sviluppo in Germania. Sempre nel 2014, il 77% delle auto prodotte in Germania era destinato al mercato internazionale e solo il settore ricerca e sviluppo dà lavoro in Germania a 93mila persone, mentre il settore nel suo insieme a 775mila. La sola Volkswagen nel 2014 ha registrato revenues per 202 miliardi di euro e ha venduto il 70% dei suoi veicoli all'estero, dando lavoro a 600mila persone in tutto il mondo e pesando per un terzo delle 775mila unità impiegate nel comparto in patria. Insomma, il cuore dell'economia tedesca. E, quindi, europea. 



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COMMENTI
24/09/2015 - Volkswagen (Emanuele Triggiani)

Caro Bottarelli, la leggo sempre con estremo interesse... e spesso con identità di vedute. Stavolta credo, però, che pur vere tutte le sue osservazioni, ella si sia dimenticato cosa ci sia di preponderante in campo nella sorda e sotterranea lotta tra Germania e USA. E’ il trattato Euroatlantico – il famigerato TTiP – col quale l’Impero sta tentando di farci diventare addirittura meno che una loro colonia e a cui la Germania pone da tempo paletti che ne impediscono l’attuazione. Quella Germania che tenta di accordarsi nascostamente con Putin per giungere per vie diverse dalla guerra alla creazione del suo personale “Lebensraum” verso Est, mentre gli USA considerano tutto il mondo solo un loro personale cortile e l’Europa in particolare il loro principale servitore. Approvati un giorno tutti i trattati economici in campo sia con l’Oriente che con l’Occidente - che traccheggiano ambedue – gli USA avranno vinto quasi ogni battaglia - resterebbero isolati dal mondo solo Cina e Russia - riuscendo in tal modo a mantenere in vita il loro impero decadente per almeno un altro secolo. Perciò il diktat: Merkel accetta il trattato o verrai economicamente distrutta e con te mezza Europa!