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SPY FINANZA/ Volkswagen e il "ricatto" Usa

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Sapete cosa significa infliggere un colpo mortale alla Volkswagen? Oltre a schiantare il settore in generale, significa sottrarre spinta al Pil tedesco e potenzialmente creare il "cigno nero" che può riportare il Vecchio Continente dritto dritto in recessione, depotenziando del tutto il Qe della Bce. Sicuri che ne valga la pena per una ripicca da quattro soldi sui tedeschi perfettini che invece imbrogliano come tutti? Convinti ora che lo scandalo sia creato pressoché sul nulla e tutto ad arte? No? Che ne dite all'ora della stranissima coincidenza che vede l'esplosione dell'affaire Volkswagen coincidere con la decisione degli Stati Uniti di dislocare venti bombe atomiche tipo B61-12 nella base aeronautica di Büchel, in Renania-Palatinato? Notizia divulgata proprio lunedì dalla televisione tedesca Zdf e confermata dall'ex sottosegretario di Stato parlamentare, Willy Wimmer, a detta del quale «la dislocazione delle bombe nucleari in Renania-Palatinato è un'azione consapevole che mira a sfidare il nostro vicino russo». Un'operazione che, oltretutto, costerà ad Angela Merkel e compagni 112 milioni di euro. 

C'è però un problema, il Bundestag nel marzo 2010 votò per la totale eliminazione delle armi nucleari dal territorio tedesco: e ora, cosa si fa? Ci si rimangia il voto oppure si dice no all'alleato Usa? Sarà, ma a mio avviso se Angela Merkel sceglierà la prima ipotesi magicamente i diesel della Volkswagen negli Usa emetteranno vapori innocui al profumo di lavanda e la multa da 18 miliardi diventerà un'ammenda da qualche centinaio di milioni. E poi, un dubbio: non è che la colpa di Volkswagen negli Usa non sia anche quella rappresentata dal primo grafico a fondo pagina, ovvero non sapere stare al mondo, ungendo le ruote della politica?


P.S.: Ieri il lettore Claudio Baleani mi ricordava come proprio sul titolo Volkswagen, i tedeschi nel 2008 «montarono una delle più grandiose speculazioni di Borsa della storia». Mi ricordo quel caso, lo spiega bene il secondo grafico. Peccato che quell'operazione altro non fu che uno uno short squeeze epico dovuto al fatto che qualcuno mise in circolazione voci di gravi problemi al sistema di capitale dell'azienda, tanto che lo short interest superò il flottante totale. Certo, poi l'azione fece +500% in poche settimane, ma a farsi male fu chi mise in circolazione le voci false e chi si giocò anche moglie e casa al ribasso. Le ricordo, inoltre, che la prima vittima di quel caso fu proprio un tedesco, il miliardario Adolf Merckle, il quale per le perdite incorse decise di suicidarsi. È il mercato, caro Baleani.




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COMMENTI
24/09/2015 - Volkswagen (Emanuele Triggiani)

Caro Bottarelli, la leggo sempre con estremo interesse... e spesso con identità di vedute. Stavolta credo, però, che pur vere tutte le sue osservazioni, ella si sia dimenticato cosa ci sia di preponderante in campo nella sorda e sotterranea lotta tra Germania e USA. E’ il trattato Euroatlantico – il famigerato TTiP – col quale l’Impero sta tentando di farci diventare addirittura meno che una loro colonia e a cui la Germania pone da tempo paletti che ne impediscono l’attuazione. Quella Germania che tenta di accordarsi nascostamente con Putin per giungere per vie diverse dalla guerra alla creazione del suo personale “Lebensraum” verso Est, mentre gli USA considerano tutto il mondo solo un loro personale cortile e l’Europa in particolare il loro principale servitore. Approvati un giorno tutti i trattati economici in campo sia con l’Oriente che con l’Occidente - che traccheggiano ambedue – gli USA avranno vinto quasi ogni battaglia - resterebbero isolati dal mondo solo Cina e Russia - riuscendo in tal modo a mantenere in vita il loro impero decadente per almeno un altro secolo. Perciò il diktat: Merkel accetta il trattato o verrai economicamente distrutta e con te mezza Europa!